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Il mondo a una svolta

“Fate qualcosa di grande per Krishna” (nell’immagine, il Temple Of Vedic Planetarium voluto da Srila Prabhupada a Mayapur, India)

L’Italia è un paese amato in tutto il mondo per la sua cultura, la sua storia e per il carattere dei suoi abitanti. La civiltà occidentale deve molto a quello che è avvenuto proprio in questo paese. Pensiamo all’impero romano, al cristianesimo e al rinascimento che hanno dato un contributo enorme a tutto il mondo.

La grande storia è passata numerose volte in Italia. E ora siamo in un grande momento storico, a una svolta decisiva dove davanti a noi si presenta una profondissima crisi economica; un momento che è stato definito come l’orlo di un baratro. Siamo dunque a un bivio, e da una situazione drammatica può venire una tragedia irreversibile, oppure si può presentare la via che porterà a un nuovo rinascimento. Devo però premettere che ciò che scrivo in questo articolo è la mia opinione, anche se è sostenuta da moltissime prove.

Secondo me e tanti altri, il popolo italiano, come altri, ha seguito la sorte di quello indiano. I colonialisti britannici hanno fatto di tutto per far credere che gli indiani fossero inferiori e che tutto il buono e il giusto venisse solo dall’Occidente.

Spesso lo stereotipo è che le persone in Italia sono poco serie, inaffidabili, disorganizzate e si arrendono subito. Ed è questo quello che i nuovi conquistatori vogliono far credere. E ci si adegua facilmente a questo modello, si diventa così come vogliono loro, “è inutile ribellarsi, non serve a nulla”; specie se questo modello è stato proprio ideato dai padroni delle parole per dominare interi popoli.

Infatti dopo la Cina, l’Italia è stata la prima nazione al mondo a venire colpita da quella che hanno definito pandemia. Perché mai questo? Perché pensano che il debole popolo italiano seguirà ciecamente il sistema, non si ribellerà e questo aiuterà a costruire il modello che deve essere seguito dal resto del mondo.

Eppure qui in Italia vedo una situazione opposta, parlo con molte persone e viaggio in vari paesi e città. Incontro sempre persone intelligenti, brillanti, creative, colte, educate, oneste e con un cuore grande. Vedo organizzazione, pulizia e ordine, e persone che lavorano bene e sanno fare molto bene le cose.

Vedo molte persone che hanno un senso religioso, credono in un Essere superiore e rispettano chi pratica una vita spirituale. Apprezzano l’onestà, la bontà, la sincerità.

Certo, se guardiamo più in profondità vedremo dei difetti, ma non possiamo criticare tutti e etichettare tutti in modo negativo. Le persone come faranno ad apprezzarci, ad ascoltarci e a seguirci se noi non li apprezziamo minimamente? O peggio ancora se li disprezziamo?

L’Italia, un paese che ha dato così tanto, deve sottomettersi ai nuovi barbari, alle menzogne, a una vita piatta e senza futuro e a mangiare insetti?

Deve vedere che ogni valore spirituale, ogni forma di Verità venga distrutta? Che ogni forma di spiritualità verrà vista come una malattia mentale?

Esiste un movimento alternativo e di protesta, forse può essere uno spiraglio, forse no, ma se apprezziamo quel po’ di luce che c’è, poi forse da lì potremo aiutare a costruire qualcosa, dare altre prospettive sulla vita e sulla società che per essere di successo deve essere spirituale. Non può essere altrimenti perché tutte le rivoluzioni materiali, sia in Francia, che negli Stati uniti, in Russia e in Italia hanno fallito e hanno portato più problemi che soluzioni.

Ma ora questo rinascimento, deve essere la più grande rivoluzione della storia del mondo. Superiore a ogni altro fatto storico che sia mai avvenuto in questo paese. Un rinascimento delle arti, della politica, dell’economia, del modo di mangiare e del modo di pensare, un grande risveglio spirituale. Siamo eterni, il mondo in cui viviamo è solo un riflesso del modo spirituale, Krishna ci aspetta a casa per vivere sempre con lui. Avremo tutto e saremo felici per sempre.

Che noi ci sentiamo pronti o no, che siamo puri o impuri, forti o deboli, santi o peccatori dobbiamo fare il possibile per fare avvenire questo rinascimento spirituale. Come sarà possibile questo?

Om apavitrah pavitro va

Sarvavastham gato pi va

Vah smaretpundarikaksam sa

Bahyabhyantarah suci

Sia che siamo puri o impuri, o che ci troviamo in qualsiasi altra condizione di vita, se ci ricordiamo di Krishna, il Signore che ha gli occhi di loto, diventeremo puri sia internamente che esternamente.

Il sogno di Srila Prabhupada avverrà, quello di avere delle comunità centrate sull’amore per Krishna e per gli altri, sul buon esempio, sul rimboccarsi le maniche e fare quello che ci ha chiesto di fare: “Do the needful”, fate quello che serve; per migliorare, per motivare e ispirare gli altri, per mettere il cuore nelle cose che facciamo e dare agli altri il più possibile la coscienza di Krishna, un gusto superiore alla vita materiale.

Questo sapere è il re fra tutte le scienze, il segreto tra i segreti, è la conoscenza più pura, e poiché ci fa realizzare direttamente la nostra vera identità è la perfezione della religione. E’ eterno e si compie con gioia.

(BG 9.2)

Parafrasando Srila Prabhupada: “A cosa serve essere italiani se non fate qualcosa di grande per Krishna?”

Sajjanasraya das

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Camomilla Therapy

Cosa ci sarà di più scontato di una tazza di camomilla? Dovremmo berla solo in caso di malessere o dopo uno spavento? Eppure è una di quelle bevande che aiutano ad essere più calmi, e al giorno d’oggi non è cosa da poco.

Le cose importanti sono la preghiera sincera e il desiderio di praticare seriamente la sadhana. Poi possiamo sempre scegliere di cosa nutrirci e cosa bere, meglio scegliere il meglio, tutto quello che aiuta ad avere più calma e lucidità.

I benefici della camomilla

Sul piano psichico: Rilassante, calmante, favorisce il sonno, per gli stati d’ansia e lo stress, aiuta a smorzare la collera.

Sul piano fisico: Anti-infiammatoria, eccellente per la digestione. Per uso esterno la camomilla ha proprietà emollienti, cicatrizzanti e antisettiche.

Da ricordare

I fiori di camomilla in infusione rilasciano principi attivi quali olii essenziali (es. bisabololo, camazulene), componenti flavonoidi (es. apigenina, quercetina) e particolari lattoni. Consigliamo però di infondere in acqua quasi bollente la bustina filtro per non più di 2-3 minuti. Dopo tale tempo, la camomilla inizia a rilasciare un eccesso di sostanze che producono un effetto contrario a quello che si vuole ottenere, ovvero eccitante! Addirittura i fiori di camomilla contengono principi attivi che permettono di ottenere una bevanda che possiede un potere eccitante maggiore della caffeina.

L’Ayurveda e la camomilla

Secondo l’Ayurveda la camomilla riduce l’eccesso di pitta e kapha e mette in equilibrio vata. La camomilla è assolutamente uno dei rimedi migliori per il calore eccessivo e le infiammazioni che si accompagnano ad un pitta elevato.

Con le sue proprietà nervine la camomilla riduce sadhaka pitta (il calore nel cuore e nella mente) ed è considerata medhya (un tonico del cervello) e, usata nel modo giusto, nidrajanana (favorisce il sonno). Riduce l’ansietà, l’irritabilità, l’intolleranza e la sensibilità al dolore. Le sue proprietà analgesiche mitigano emicrania, nevralgia, dolor di denti, influenza, crampi, artriti e fuoco di Sant’Antonio. È benefica per il sistema digestivo. Dà sollievo ad acidità di stomaco e indigestione. Cura l’ulcera ed è eccellente per la gastrite e, tenuta in infusa per 5-6 minuti, può sostituire il tè o il caffè che in queste patologie sono controindicati e che creano una certa assuefazione. I suoi componenti amari stimolano la secrezione dei succhi gastrici e il fluire della bile dal fegato, favorendo in questo modo appetito e digestione.

Una delle principali proprietà della camomilla è quella emmenagoga: facilita cioè il flusso mestruale, per cui ne stimola la comparsa ed allevia i dolori. Per questa ragione gli antichi romani la associarono alla figura della madre e della procreazione, e gli egizi la consacrarono al dio Sole, origine di tutte le cose.

La camomilla rafforza il sistema immunitario

La camomilla aiuta a prevenire e a guarire dalle infezioni. È jvaraghna (riduce la febbre) e kasasvasahara (solleva da tosse e da problemi respiratori). Promuovendo il sonno favorisce la guarigione, in modo particolare nei bambini per i quali il riposo è probabilmente la miglior medicina. Il suo olio essenziale è un antimicrobico e agisce contro le infezioni da parassiti, inclusa la candida. È anche utile per le infiammazioni e le infezioni del sistema urinario.

La camomilla può causare effetti indesiderati?

In individui sensibili possono comparire reazioni allergiche in seguito all’utilizzo della camomilla, sia per via interna che per via esterna. In quest’ultimo caso possono anche comparire dermatiti o congiuntiviti allergiche.

Vaisnavalife staff

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La fiamma della Bhakti

L’autore di questa meditazione ci riempie letteralmente di calore e di luce per accompagnarci davanti all’altare delle amate Divinità nel periodo più dolce dell’anno, il mese di Kartika, un mese ricco di festività, che è anche il mese di Srimati Radharani.

Un momento molto amato tra le pratiche di devozione che ci ispira il mese di Kartika, è quello importantissimo di cantare le dolcissime preghiere del Damodarastakam e di offrire delle candeline o delle lampade al Signore.

Accendere la candela significa accendere lo spirito, la fiamma interiore, consumare la cera che si trova all’esterno, la carne; integrare il corpo e l’anima che si uniscono nella luminosa e purificante natura del fuoco.

Kartika è il momento per riaffermare i nostri voti e aumentare il nostro servire, e questa offerta del fuoco illumina lo spirito di dedizione e ispira il cuore a bruciare dal desiderio di seva. Nella radiosità del cuore che arde, percepiamo la vita in modo più completo e ci ricordiamo nuovamente della nostra vera natura spirituale.

Nella luce dell’eternità, i nostri sforzi quotidiani si consumano sempre più nel fuoco del cuore, che brucia per avere un amore più grande. Questo amore non muore mai, ma brilla per sempre, come quella che è la luce del mondo, la radiosità della bhakti, rappresentata dai raggi del sole.

Mettiamo le nostre candeline nella sabbia ai piedi di loto di Damodara, e notiamo come esse luccicano e poi si smorzano, e vediamo come la lucentezza delle Sue unghie brilla come una serie infinita di lune che luccicano nella luce di innumerevoli devoti. Gli infiniti riflessi simbolizzano la natura eterna di questa semplice cerimonia dell’offrire una piccola fiamma al nostro amatissimo Signore.

Varsana Swami

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L’orgoglio

L’orgoglio è un formidabile ostacolo sulla via della spiritualità. Quando fa la sua sinistra apparizione è tristemente visibile, a noi e agli altri. Possiamo negarlo, coprirlo o giustificarlo, ma in fondo sappiamo che in noi c’è qualcosa di stonato.

Una volta un maestro mi ha detto che esiste una rete sottile che copre la realtà spirituale e solo chi diventa abbastanza piccolo da poter passare attraverso i buchi può accedervi. Per quanto ci provino, le teste grosse inevitabilmente non ce la fanno. Non c’è spazio per l’orgoglio nella vita di uno spiritualista che vuole progredire.

Una persona orgogliosa non può DURARE: l’orgoglio genera pensieri, parole e azioni distruttive, ed erige delle enormi barriere nelle nostre relazioni. È una malattia che corrode e rende le persone scortesi e arroganti ed è praticamente impossibile avere con loro una bella relazione. L’orgoglio ci impedisce di connetterci profondamente con i nostri compagni spirituali, la nostra compagnia spirituale, senza la quale non è possibile alcun progresso spirituale. Se non riusciamo ad apprezzare le persone intorno a noi, le perderemo. Di volta in volta osserviamo come le persone orgogliose, prima o poi, perdono l’entusiasmo per andare avanti. E anche se continuano, considerate questo:

Una persona orgogliosa non può IMPARARE: in inglese [e anche in italiano] colloquiale diciamo che una persona orgogliosa è “piena di sé”. È un termine visivo: non c’è spazio per inserire niente di nuovo. L’orgoglio e la testardaggine che lo accompagna, le impediscono di scoprire, migliorare, trasformarsi ed evolvere. Non solo l’orgoglio crea artificialità, ma la mantiene e la coltiva. Le persone orgogliose non sviluppano mai alcuna sostanza. Dopo anni e anni di pratica spirituale, scoprono di non aver imparato molto. E anche se imparano molte cose, il fatto è che una persona orgogliosa non può AMARE; l’orgoglio li trasforma in piccoli dei che governano i loro regni immaginari.

Il pensiero di essere un servitore diventa sempre più estraneo, e crea un’attitudine di aspettative e di richieste. Ma lo spirito altruistico è proprio il fondamento sul quale si costruiscono delle profonde relazioni d’amore. Se non riusciamo a prendere genuinamente una posizione umile, scopriremo che le nostre relazioni con gli esseri umani e con Dio rimarranno superficiali, banali e insoddisfacenti.

In ogni fase del viaggio, dobbiamo guardarci dentro ed essere introspettivi. Se siamo orgogliosi, non potremo continuare a lungo, non potremo imparare e, in definitiva, non potremo amare.

Un uomo orgoglioso guarda sempre dall’alto in basso le cose e le persone; e naturalmente, finché guarda in basso, non può vedere qualcosa che è sopra di lui.

(C.S Lewis, Mere Christianity)

Radha Govinda das

(dal sito  krishnatemple.com)

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Sri Radha e il debito di Krishna con le gopi

Le gopi hanno rinunciato a tutto e non pensavano nemmeno che Krishna fosse svayam-bhagavān, Dio, la Persona Suprema. Sanno solo che Kanu, il figlio di Nanda Maharaja di Vrajabhumi, è il loro più grande amore, la loro vita e il loro oggetto d’amore, premasarvāśraya. Lui è tutto per loro. Con quel prema hanno rinunciato a tutto. Nella letteratura del mondo non troverete mai una tale tyāga, una tale rinuncia. È incomparabile. Con il loro amore, hanno infranto la promessa di Krishna. La sua promessa è:

ye yathā māṁ prapadyante tāṁs tathaiva bhajāmy aham

“Quando qualcuno si avvicina a me io lo ricompenso.” (Bg. 4.11) Krishna non diventa mai indebitato, ripaga sempre i suoi debiti. Ma questa sua promessa fu infranta dalle gopi. Poiché le gopi non vogliono niente, come potrà ripagarle? Se avessero avuto qualche interesse, qualche desiderio, allora Krishna avrebbe potuto ripagarle. Ma le gopi non vogliono nulla. Quindi la sua promessa viene meno.

Le gopi non vogliono svarga-sukha, bhukti-sukha, mukti-sukha, siddhi-sukha o sevā-sukha: il piacere celeste, il piacere materiale, la felicità che viene dalla liberazione, la felicità delle perfezioni mistiche, o la felicità del servizio. Non vogliono niente. Ma allora Krishna cosa darà loro? Come le ripagherà? Perché non vogliono niente, la promessa di Krishna, ye yathā māṁ prapadyante tāṁs tathaiva bhajāmy aham, viene infranta.

Tre motivi

Ci sono tre ragioni per cui la promessa di Krishna viene infranta. La prima è perché le gopi non vogliono qualcosa per loro stesse. Non sono interessate all’ātmā-sukha, alla propria felicità e al proprio piacere. Quindi non c’è nulla che Krishna possa dare loro.

La seconda ragione è che hanno un solo desiderio, far piacere e dare felicità a Krishna. Non hanno altro desiderio. Desiderano solo il piacere e felicità di Krishna. Quando si vuole dare tutto il piacere e ogni felicità a Krishna, cosa si deve fare? Bisogna rinunciare alla propria felicità. Quando qualcuno dà tutto, chi lo accetta ha un debito. Come lo ripagherà?

La terza ragione è che l’attenzione delle gopi è concentrata solo su Krishna. D’altra parte invece, l’attenzione di Krishna è diretta in diverse direzioni. Poiché Krishna è la riserva di ogni dolcezza, reciproca adeguatamente con tutti i tipi di bhakta (che siano in śānta, cioé abbiano una relazione neutre con Lui, dāsya, una relazione di servitore, sakhya, una relazione di amico, vātsalya, una relazione di genitore, e madhurya, una relazione amorosa) e quindi la sua attenzione è multipla. Ma quella delle gopi è unica. Perciò, la promessa di Krishna, ye yathā māṁ prapadyante tāṁs tathaiva bhajāmy ahamviene infranta quando vede l’amore delle gopi. Lui nota: na pāraye ‘haṁ (S.B. 10.31.22):

Sono completamente in debito con voi. Non posso ripagarvi, perché voi non volete nulla. Cosa posso fare?

Per ripagare il suo debito è diventato Gaura, e ha assunto lo stato d’animo di Radharani. Adesso sta ripagando quel debito piangendo, piangendo e continuando a piangere per Krishna, poiché Radharani piange e sente un dolore acuto per la separazione da Krishna. Questo è Gaura. Egli è Krishna, ma le sensazioni, i sentimenti, sono esattamente quelli di Radharani. Mentre Radharani sta piangendo, piangendo e piangendo, e si immerge in questo insondabile oceano di separazione, allo stesso modo, Gaura sta bruciando con il fuoco della separazione da Krishna. Piange sempre, piange e parla come un folle, proprio come Radharani piangeva e parlava come una donna presa da follia. I sintomi della follia di Gaura e Radharani sono esattamente gli stessi. Ecco perché Mahaprabhu apprezzava le canzoni di Vidyapati, Chandidas e Jayadev in compagnia di Ramananda Raja e di Swarupa Damodar Goswami.

Non so se qui ci sono dei bhakta che possono apprezzare questo. Chi si trova in una coscienza corporea non può apprezzare, non può capire. Non ci arriverà mai. Prabhupada scrive nella spiegazione della Caitanya Caritamrita (Cc. ādi 13.42) che, a meno che non si vada oltre la coscienza del corpo, come si può capire e apprezzare questa conoscenza?

Domande

Devoto 1: Le gopi sono completamente libere dalla coscienza corporea, come possiamo diventare così anche noi? Io sono un’anima condizionata. Non sono un…

Gour Govinda Swami: Sviluppa il tuo amore per Krishna e diventerai libero dai condizionamenti. Fai di Krishna l’oggetto del tuo amore. Perché metti il tuo corpo e le tue relazioni corporee al centro del tuo amore? Rinunciaci. Rinuncia a tutti i desideri materiali lussuriosi. Hai così tanti desideri lussuriosi. Riservali per Krishna! Come si comportano le gopi? Come sono impegnate le gopi, giorno e notte? kāma-kṛṣṇārpaṇa: Sii amoroso come le gopi! Le gopi sono desiderose di dare ogni piacere e godimento a Krishna. Non vogliono niente per loro. Anche se le gopi in quella condizione stanno morendo e bruciano nel fuoco della separazione, nonostante tutto non muoiono. Radharani disse:

Perché ci ha fatto assaporare quel dolce nettare, i nostri corpi sono diventati immortali. Nonostante questo stiamo provando le sofferenze della morte.

Come mai stanno provando le sofferenze della morte ma non muoiono?

Se qualcuno muore, le sue sofferenze sono finite. Ma mentre noi stiamo morendo, la morte non arriva. I nostri corpi sono diventati immortali perché lui ci ha fatto provare adhara-sudhā, il nettare delle sue labbra. tapta-ikṣu-carvaṇa: è come masticare della canna da zucchero molto calda. La bocca brucia, ma non ci si può rinunciare.

Quella è la loro condizione. Questo è amore per Krishna. Questa è la sua misericordia. Questa è la prova di quanto voi amate Krishna: sentite che siete sul punto di morire, è una situazione dolorosa, ma non potete ancora rinunciare a Krishna. Da questa separazione l’amore sopravvive e cresce. Se ci fosse sempre unione, allora l’amore incontrerebbe una morte prematura. Viraha, la separazione, fa sopravvivere l’amore. Perciò Krishna le mette in questo oceano di viraha. Questa è la misericordia di Krishna. Mette le gopi e Radharani nell’oceano di viraha. In questo modo l’amore sopravvive e cresce.

Devoto 2: Sembra una contraddizione. Da una parte Srila Prabhupada nella sua spiegazione sta dicendo (Cc. ādi 13.42) che i materialisti non dovrebbero leggere dei passatempi di Krishna con le gopi. Poi d’altra parte Prabhupada dice anche che, se hanno dei desideri sessuali, diventeranno liberi dalla lussuria leggendo del passatempo della rāsa-līlā.

Gour Govinda Swami: La lussuria è la malattia del cuore. Il Bhagavatam afferma: kāmaṁ hrd-rogam āśv apahinoti, la radha-kṛṣṇa-prema-līlā agirà come una medicina se ascoltata dalla giusta fonte, dalle labbra di un vaiṣṇava che è sulla piattaforma dell’amore e che sente sempre il bhāva della separazione delle gopi da Krishna. (S.B. 10.33.39)

Devoto 2: Così la dichiarazione di Srila Prabhupada si riferisce a qualcuno che non sta ascoltando da un vaiṣṇava ma sta solo leggendo?

Gour Govinda Swami: Sì. Allora si otterrà l’effetto opposto. Imiterà, e questo diventerà dissolutezza, e poi ci saranno degli scandali sociali.

Devoto 2: Quindi la comprensione è che si dovrebbe ascoltare.

Gour Govinda Swami: Sì, ascolta. Se leggi da solo, non puoi capire. Ascolta dalla giusta fonte. E se sei a quel livello, allora potrai capire. Quindi puoi apprezzare questo argomento. Altrimenti non puoi capire quegli argomenti perché non sono materiali.

Devoto 2: E se il guru ti dicesse di leggere questi soggetti?

Gour Govinda Swami: Perché il guru dovrebbe dirtelo? Il guru sa a quale livello sono i discepoli. “Non leggere”, no, non puoi capire. Se leggi, avverrà solo l’effetto opposto e tu imiterai. Penserai: “Oh, Krishna sta facendo così, o le gopi stanno facendo così. Dunque, “lo posso fare anch’io.” Non si tratta di imitare. Questo non ti sarà di aiuto. Quando ci si eleva a quel livello, si è arrivati alla spontaneità. Essa viene dalla compagnia dei sadhu. Per la misericordia dei sadhu potresti essere elevato a quel livello. Altrimenti non ci sono altri mezzi. E’ richiesta la misericordia di quei sadhu, dei vaisnava.

Sri Srimad Gour Govinda Swami Maharaja

(Tratto da Mathura Meets Vrindavan. Pubblicazioni Gopal Jiu, Bhubaneswar, Orissa. 2003. Pagine 207-209, 236-237)

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La bellezza di Krishna

La bellezza del Signore, Sri Krishna è descritta in numerose preghiere, poesie e passi della letteratura vedica. Si possono citare molti versi che descrivono la sua bellezza. Un esempio si trova quando Brahma parla della forma di Krishna nei molti versi della sua Brahma-samhita. Egli parla della bellezza di Krishna nelle preghiere che offre nello Srimad Bhagavatam. Dice che il corpo di Krishna è di un blu scuro simile a una nuvola. Le sue vesti sono come dei fulmini sfolgoranti e la bellezza del suo viso è esaltata dai Suoi orecchini e dalla piuma di pavone che porta sul Suo capo. E’ magnificamente eretto mentre indossa delle ghirlande di fiori della foresta, porta un bastone da pastore, un corno di bufalo e un flauto. (Srimad Bhagavatam, 10.14.1)

La sua forma personale è così bella da essere considerata l’origine di ogni bellezza. Infatti, ogni bellezza emana da Lui. La sua forma è così attraente che distoglie l’attenzione da qualsiasi altra cosa. Dopo aver visto Krishna, ogni oggetto diventa privo di ogni attrattiva. Così, Egli attrae la mente di tutte le persone. Le sue parole conquistano anche le menti di tutti coloro che le ricordano. Le persone venivano attratte da Lui anche solo vedendo le orme dei suoi piedi. Così Krishna diffonde le Sue glorie che sono declamate ovunque nell’universo nei versi vedici più sublimi ed importanti. Il Signore, Sri Krishna dice che ascoltando e parlando dei Suoi gloriosi passatempi, le anime condizionate all’interno di questo mondo possono attraversare l’oceano dell’ignoranza. (Srimad Bhagavatam, 11.1.7)

La natura attraente di Dio è ulteriormente descritta nella Caitanya-caritamrita (Madhya-lila, 17.139-140): “Le qualità trascendentali di Sri Krishna sono piene di gioia e attraenti. Di conseguenza, le qualità del Signore, di Krishna, attirano anche la mente delle persone auto-realizzate nel sé. Coloro che sono soddisfatti nel sé e non sono attratti dai desideri materiali sono attratti dal servizio d’amore verso Sri Krishna, le cui qualità sono trascendentali e le cui attività sono meravigliose. Hari, Dio, la Suprema Personalità, è chiamato Krishna perché ha delle caratteristiche trascendentalmente attraenti.”

Molti dei Goswami di Vrindavana che avevano realizzato personalmente le attraenti caratteristiche del Supremo scrissero molti libri sulla personalità trascendentale di Dio. Uno dei più grandi di questi santi fu Rupa Gosvami (1489-1564 d.C.) che scrisse un elenco delle caratteristiche di Krishna nel suo libro Bhakti rasamrita-sindhu. Questo elenco descrive 64 diverse qualità di Dio che sono descritte nella letteratura vedica. Questo conferma ancora una volta che il Signore non è semplicemente una forza impersonale, ma una persona che interagisce con la creazione e gli esseri viventi che sono all’interno della creazione.

L’elenco include le seguenti qualità:

1) il Suo corpo ha un aspetto estremamente affascinante;

2) ha tutte le caratteristiche di buon auspicio;

3) ha un fascino irresistibile;

4) è radioso;

5) ha una forza straordinaria;

6) è sempre giovane;

7) conosce tutte le lingue;

8) è veritiero;

9) parla in modo piacevole;

10) è dotato di grande eloquenza;

11) possiede la più grande erudizione;

12) ha un’intelligenza straordinaria;

13) possiede un genio eccezionale;

14) è artistico;

15) è estremamente ingegnoso;

16) è dotato di una grande abilità;

17) è riconoscente;

18) è fermamente determinato;

19) è un perfetto giudice del tempo e delle circostanze;

20) vede e parla secondo l’autorità dei Veda, le scritture rivelate;

21) è puro;

22) è maestro di sé;

23) è perseverante;

24) è tollerante;

25) sa perdonare;

26) è grave;

27) è soddisfatto di sé;

28) è equanime con tutti;

29) è magnanimo;

30) è religioso;

31) eroico;

32) compassionevole;

33) rispettoso;

34) gentile;

35) liberale;

36) riservato;

37) protettore delle anime arrese;

38) felice;

39) benefattore dei devoti;

40) controllato dall’amore;

41) di buon augurio;

42) possiede una  potenza eccezionale;

43) ha una fama illimitata;

44) è amato da tutti;

45) favorisce i devoti;

46) affascina tutte le donne;

47) è degno dell’adorazione di tutti;

48) possiede tutte le ricchezze;

49) è onorabile;  

50) è il controllore supremo.

Queste cinquanta qualità, tuttavia, possono anche essere presenti in vari gradi in alcune delle jiva o esseri viventi di questo universo. Ma si trovano in Krishna in misura illimitata. Ma oltre a queste 50 qualità, ce ne sono altre cinque che possono a volte essere anche presenti anche in Brahma e Shiva. Queste sono:

51) immutabile;

52) onnisciente;

53) sempre nuovo;

54) sat-cid-ananda-vigraha: che possiede una forma trascendentale di eternità, piena di conoscenza e beatitudine assoluta; e

55) possiede tutte le perfezioni mistiche.

Oltre alle qualità sopra menzionate, che possono essere viste in altri, come gli esseri celesti, Sri Krishna ha le seguenti qualità eccezionali che si manifestano anche nella forma di Narayana o Vishnu, la Sua forma di Signore di Vaikuntha. Queste sono:

56) ha una potenza inconcepibile;

57) dal Suo corpo sono generati innumerevoli universi;

58) è la fonte originale di tutte le incarnazioni; 59) libera i nemici che uccide; e 60) attrae anche le anime liberate.

Oltre questo, Sri Krishna ha altre quattro qualità che si trovano solo in Lui, e nemmeno nelle Sue forme di Vishnu, che dire degli esseri celesti. Queste sono:

61) E’ autore di meravigliosi passatempi (soprattutto i suoi passatempi d’infanzia);

62) E’ circondato da devoti che provano per Lui un amore incomparabile;

63) Attrae tutti gli esseri viventi di tutti gli universi con il suono del Suo flauto;

64) possiede un’insuperabile bellezza che non ha rivali.

Tutte queste qualità sono caratteristiche di chi possiede una forma e una personalità immense e la cui bellezza non può essere mai completamente descritta.

Ovviamente, non c’è verità più elevata o beatitudine più elevata della forma personale del Supremo. Come dice Sri Krishna: “O conquistatore della ricchezze [Arjuna], nessuna verità mi è superiore.” (Bg.7.7) Molti grandi studiosi trascendentali hanno accettato questo fatto, inclusi Ramanuja Acharya, Madhvacharya, Vallabhacharya, Sri Chaitanya Mahaprabhu, Baladeva, così come Brahma, che molte migliaia di anni fa dopo aver compiuto molte austerità per la propria purificazione spirituale, divenne perfettamente auto-realizzato, vide la natura spirituale del Signore e compose la Brahma-samhita che descrive le sue realizzazioni più confidenziali. Uno di questi versi è il seguente: “Krishna, che è conosciuto come Govinda, è Dio, la Persona Suprema. Egli ha un corpo spirituale eterno e pieno di beatitudine. E’ l’origine di tutto ed è la causa di tutte le cause.” (Brahma-samhita, 5.1)

Un altro esempio può essere preso dallo Srimad-Bhagavatam (11.4.2) in cui il saggio Sri Drumila spiegò la bellezza del Signore in questo modo, descrivendo i Suoi vari passatempi: “Chiunque cerchi di enumerare o descrivere completamente le qualità illimitate dell’illimitato Signore Supremo ha l’intelligenza di uno sciocco bambino. Anche se un grande genio potesse in un modo o nell’altro, e dopo molti sforzi, contare tutte le particelle di polvere presenti sulla superficie della terra, un tale genio non potrebbe mai contare le attraenti qualità di Dio, la Persona Suprema, che è l’origine di tutte le potenze.”

Poi, più avanti, lo stesso capitolo (Srimad Bhagavatam 11.4.12-13) descrive come gli esseri celesti stavano lodando il Signore Supremo nella Sua forma di Nara-Narayana quando l’onnipotente Signore improvvisamente fece apparire davanti ai loro occhi molte donne elegantissime e dalla bellezza straordinaria, che erano tutte impegnate fedelmente a servire il Signore. Quando i seguaci degli esseri celesti osservarono l’affascinante bellezza mistica delle donne create da Nara-Narayana Rishi e sentirono la fragranza dei loro corpi, le loro menti rimasero confuse. In effetti, vedendo la bellezza di quelle donne, i rappresentanti degli esseri celesti videro decrescere la loro stessa opulenza.”

Anche i potenti esseri celesti videro diminuire il loro orgoglio quando videro quella bellezza che scaturiva dal Signore Supremo. Quindi possiamo comprendere che Egli è il più bello, ed è il possessore di qualsiasi caratteristica attraente, e che ogni forma di bellezza ha origine da Lui. Questa è la bellezza del Signore, Krishna.

Sri Nandanandana das

[Dal blog https://www.stephen-knapp.com]

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Aspettate finché non sarò morto

Ogni volta che un devoto lascia il corpo, ascoltiamo tanti apprezzamenti nei suoi confronti. Tutti sono felici di assorbirsi nel glorificare il devoto o la devota dipartita e nell’elencare tutte le sue buone qualità. Ma non sembra che facciamo abbastanza per lodare i devoti presenti. Naturalmente un devoto non dovrebbe desiderare di essere lodato. Sentendo chi lo lodava San Francesco d’Assisi diceva: “Aspetta che io sia morto, potrei cadere in qualsiasi momento.” Ovviamente questo lo rendeva ancora più degno di lode.

I devoti dovrebbero essere “…Sempre pronti ad offrire ogni rispetto agli altri, ma non aspettarsi nulla in cambio” (Siksastakam 3)

Sri Caitanya Mahaprabhu provava grande piacere nel lodare i devoti e ci ha fornito sia un esempio personale che delle linee guida da seguire.

Un verso dello Srimad-Bhagavatam ci fornisce due ingiunzioni. La prima si chiama purva-vidhi, ovvero che non si dovrebbe lodare, e la seconda, para-vidhi, che non si dovrebbe criticare; ma l’ingiunzione contraria alla lode è meno importante dell’ingiunzione contro la blasfemia. Si dovrebbe osservare attentamente il para-vidhi, sebbene si possa trascurare il purva-vidhi. Quindi la vera ingiunzione è che si può lodare ma non criticare. Come dice la Caitanya Caritamrita (Antya 8.7): “Tra la prima regola e la seconda regola, la seconda è più importante.” Anche dove ci sono centinaia di buone qualità, una persona critica non le considera. Tenta invece in tutti i modi di evidenziare un difetto tra tutte quelle qualità.

A volte potremo addirittura esitare a fare degli apprezzamenti nei confronti di un devoto per paura che gli altri non siano d’accordo. Nel Kali Yuga, essere esperto nel trovare dei difetti è considerato un segno di grande intelligenza. Tra i sintomi dell’influenza dell’ignoranza, Sri Krishna cita anche: “L’essere esperti nell’insultare gli altri” (Bg 18.20)

Naturalmente abbiamo l’esempio di Srila Prabhupada, che era molto orgoglioso di lodare i suoi devoti. Ricordiamo che la prima offesa al santo nome è insultare i devoti. La miglior protezione invece è quella di essere assorti nell’apprezzare i devoti.

La conversazione che segue tra Haridasa Thakura e Sanatana Goswami è molto importante a questo riguardo.

“Mio caro Sanatana,” disse Haridasa Thakura, abbracciandolo, “non ci sono limiti alla tua buona fortuna.” (Antya lila  4.92)

Sanatana, negando il proprio valore, rispose: “O Haridasa Thakura, chi è uguale a te? Sei uno degli compagni di Sri Caitanya Mahaprabhu. Quindi sei il più fortunato. La missione di Sri Caitanya Mahaprabhu, per la quale Egli è disceso, è quella di diffondere l’importanza del canto del santo nome del Signore e invece di farlo personalmente, lo sta diffondendo grazie a te. Mio caro signore, stai cantando il santo nome 300.000 volte al giorno e stai informando tutti dell’importanza di tale canto.

“Alcuni si comportano molto bene ma non predicano la coscienza di Krishna, mentre altri predicano bene ma non si comportano correttamente. Tu svolgi contemporaneamente entrambi i doveri in relazione al santo nome con il tuo comportamento personale e con la tua predica. Perciò tu sei il maestro spirituale del mondo intero, perché tu sei il devoto più elevato in questo mondo.”

Spiegazione di Srila Prabhupada:

“Qui, Sanatana Gosvami definisce chiaramente il maestro spirituale. Egli deve comportarsi secondo gli insegnamenti delle scritture e parlare agli altri della coscienza di Krishna. Chi fa così è un vero maestro spirituale. Haridasa Thakura era il maestro spirituale ideale perché recitava regolarmente un numero prescritto di giri di japa mala, recitava il santo nome del Signore 300.000 volte al giorno. Allo stesso modo, i membri del Movimento per la Coscienza di Krihsna recitano almeno sedici giri di japa mala al giorno, cosa che può essere fatta senza difficoltà, e allo stesso tempo devono predicare il culto di Caitanya Mahaprabhu secondo gli insegnamenti della Bhagavad-gita. Chi fa così è perfettamente qualificato a diventare un maestro spirituale per il mondo intero. Nessuno dei due era ansioso di ricevere delle lodi, ma sentirsi lodati li ispirava a lodare gli altri.”

Io credo profondamente che se potessimo lavorare sullo sviluppo di una cultura di apprezzamento e di lode per il servizio devozionale degli altri, potremo evitare molti dei cosiddetti problemi che incontriamo.

(tratto da una lezione di Kavichandra Swami, riportata in inglese sul sito Dandavats)

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Come riconoscere una persona gentile

La gentilezza è quel fattore che unisce tutti gli esseri viventi. È un’energia divina che collega i cuori di tutti gli esseri viventi e apre una via da cuore a cuore. Anche gli animali prendono fiducia se si fanno del bene a vicenda.

Come capire cos’è la gentilezza? È uno stato del cuore. Il cuore di una persona gentile non cambia anche se è stato gravemente insultato. A questo proposito, nei Veda si fa il seguente paragone: un mare non può cominciare a bollire se lo si scalda con un ciuffo di paglia ardente.

Quindi, in questo mondo è saggio frequentare delle persone buone e gentili. Come mai? Anche se l’amicizia di qualcuno per queste persone gentili può avere una fine, le loro qualità virtuose non cambiano, proprio come quando si spezza il gambo di un loto, le sue fibre rimangono ancora, rendendo lo stelo forte come una corda. Un’affermazione ancora più insolita dice che se devi combattere contro qualche avversari, è meglio che sia contro delle persone nobili, perché sarà allora una guerra nobile, non disonorevole. Quindi, meglio avere persone nobili come amici perché se dovesse sorgere un diverbio, sarà una discussione nobile, non fatta di meschinità e di tradimento.

Il dovere principale di un amico

Onestà, generosità, equanimità nel piacere e nel dolore, gentilezza, affetto e sincerità sono le caratteristiche di un vero amico. Tuttavia, questo non significa che dovremmo esigere questi tratti da tutti coloro che ci circondano. Questo significa solo una cosa: dobbiamo sviluppare noi queste qualità, comprendendo che lo sviluppo delle caratteristiche positive della personalità e del carattere è precisamente il compito principale di un amico.

Quando due amici hanno dei tratti caratteriali positivi, la loro compagnia diventa la porta di ingresso verso i pianeti celesti. E’ detto nei Veda che né un bagno con acqua fresca, né una collana di perle, né la polpa di legno di sandalo che copre tutto il corpo possono alleviare un uomo colpito dal caldo torrido tanto quanto le parole affettuose e ben dette di persone buone che hanno il potere di deliziare il cuore delle persone virtuose. Le loro parole agiscono come un dolce incantesimo.

Di tutti i tratti del carattere ne spiccano due, la serietà e la modestia. Quasi tutti gli altri tratti positivi della personalità possono essere nascosti se si è abbastanza abili, ma le qualità principali di un amico, cioè la serietà e la modestia, sono immediatamente visibili. Per noi sono così importanti da farci riconoscere un amico a prima vista. Anche a una ragazza si raccomanda di sviluppare questi tratti caratteriali se vuole sposare una certa persona. In sua presenza, dovrebbe cercare di apparire seria e modesta.

Naturalmente, a parte lo sviluppo di tratti positivi della personalità, un vero amico dovrebbe abolire le manifestazioni negative della sua personalità. I Veda descrivono le principali carenze di colui che vuole essere un amico: rivelare un segreto che gli è stato confidato, chiedere un prestito, la durezza nelle relazioni, l’instabilità, un temperamento irritabile, la disonestà e il gioco d’azzardo. L’amicizia con una persona che non fa tutto per evitare questi difetti non potrà durare a lungo. E’ questo che rovina i legami di amicizia lentamente, ma inesorabilmente.

Certamente preferiremmo essere circondati solo da amici, ma questo mondo è organizzato secondo il principio dell’equilibrio. Quindi, se abbiamo degli amici, è molto probabile che avremo intorno a noi anche delle persone negative. I Veda ci danno la definizione di una persona che può essere classificata come negativa. Si riconosce per un tratto distintivo molto interessante. E’ inaffidabile. Quindi, il consiglio dei saggi è di non entrare mai in amicizia con persone inaffidabili. Perché è così pericoloso? L’inaffidabilità ha un segreto. Una persona inaffidabile diventa più forte di voi quando vi fidate di lui o di lei. Quindi non fidatevi mai di chi è inaffidabile.

Perché viene dato un tale ammonimento? Quando le nostre relazioni non sono di buona qualità, iniziamo in effetti a stabilire una comunicazione con dei nemici sotto mentite spoglie. Ma i Veda ci avvertono che non si dovrebbe entrare in contatto intimo con un nemico, non importa quanto forte possa sembrare questa unione. L’acqua, anche se calda, spegnerà il fuoco. Non ha senso allearsi con chi è inaffidabile, così come non ha senso vivere in una casa mal costruita. Tutti gli sforzi per avere una relazione con una persona negativa saranno annullati dall’inaffidabilità di queste relazioni. Inoltre, in tale relazione c’è anche il pericolo di perdere tutte le proprietà materiali.

È detto chiaramente nei Veda che chi si fida di un nemico o di una donna che non lo ama più perde tutti i suoi possedimenti, non importa quanto ricco egli sia.

L’amicizia con una persona malvagia è come un vaso di terracotta: è facile da rompere, ma difficile da rimettere insieme. L’amicizia con una persona genuina è come un vaso d’oro: difficile da rompere, ma facile da rimettere insieme. Pertanto una persona di buon senso dovrebbe sempre essere selettiva riguardo le proprie relazioni perché la vita consiste in queste relazioni. Sono le relazioni che vogliamo ricordare o dimenticare il più presto possibile. Le relazioni nutrono la nostra coscienza o hanno su di essa un effetto devastante. Non senza ragione, nei Veda si dice che possono essere legati vari tipi di metalli che si fondono tra di loro, alcuni animali e uccelli possono essere alleati per un loro scopo comune, gli sciocchi si uniscono tra loro perché hanno le stesse paure e desideri, e le brave persone perché hanno la stessa visione delle cose e del mondo.

Dove andare, da dove andare via

Secondo l’esistenza di amici o meno, si può decidere se un posto è adatto a noi per vivere. Dopotutto, si dovrebbe evitare un luogo in cui non si può ricevere alcun rispetto, dove non si hanno né parenti né amici e nemmeno la possibilità di imparare qualcosa. Coloro che sono particolarmente interessati all’argomento devono sapere anche che non si dovrebbe vivere dove manca uno di questi fattori: una persona ricca, un brahmana erudito, un sovrano, un medico e un fiume. Così la scelta di un certo luogo si compie attraverso la ricerca di tutti questi fattori, il principale dei quali è la presenza di amici.

I Veda sconsigliano di trasferirsi in un nuovo luogo di residenza impulsivamente. Si dice che una persona ragionevole mette avanti un piede e si ferma con l’altro; allo stesso modo, non si dovrebbe mai lasciare il proprio luogo di residenza prima di aver ispezionato adeguatamente quello nuovo. Questo ci ricorda il bruco: non lascia la foglia con le zampe posteriori finché le zampe anteriori non hanno afferrato saldamente la foglia successiva.

Ma d’altra parte, la debolezza è l’assenza di capacità di accettare i cambiamenti nella vita. La filosofia della debolezza si esprime nella seguente idea: “I denti, i capelli, le unghie e gli uomini non sono molto belli quando sono fuori posto. Un uomo saggio dovrebbe capire questo e non spostarsi da casa sua”. Tuttavia, questa è un’istruzione per chi non progredisce, per chi cerca di fermarsi in questo mondo per trovare un posto sicuro e pacifico.

Al contrario, per chi ha compreso la sua missione e segue la via del progresso, c’è un altro detto vedico: “I leoni, i commercianti e gli elefanti abbandonano il luogo dove vivono e se necessario se ne vanno. I corvi, i codardi e i cervi restano fermi e muoiono nella loro terra”. Compiere un’attività missionaria vuol dire conquistare delle terre con la filosofia, la purezza e la spiritualità. Pertanto, il lavoro missionario è paragonato all’eroismo. Per un eroe dalla mente lucida, non esiste un paese straniero o un paese di origine; ovunque vada, conquista quel posto con la forza delle sue braccia. Allo stesso modo, per un ambasciatore di cultura spirituale, qualsiasi luogo diventa la sua casa perché un luogo spiritualizzato è esattamente la nostra casa, il mondo spirituale. Questo tipo di capacità di spiritualizzare qualsiasi luogo è paragonato alla forza di una tigre che può mettere in ordine le cose in qualsiasi foresta usando i suoi denti e i suoi artigli.

Nei Veda è anche detto che anche senza ricchezza, un eroe troverà rispetto e una posizione elevata, mentre anche con molto denaro, un avaro sarà oggetto di disprezzo. Un cane, sebbene porti una catena d’oro, non ottiene la magnificenza del leone che è innata ed è la fonte delle sue numerose qualità.

Una persona così è sempre un ospite gradito in qualsiasi luogo di questo mondo. Porta felicità e benessere spirituale. Dopotutto, non senza ragione si dice che Lakshmi, la dea della fortuna, abita in coloro che sono perseveranti e pronti all’azione, che conoscono sia la teoria che la pratica, che non sono dediti ai vizi e che sono coraggiosi, grati e fermi nella loro amicizia.

Infine, la principale ricchezza che si può ottenere dalla dea della fortuna è la compagnia di persone spiritualmente avanzate. I saggi ammoniscono che l’ombra di una nuvola, la gentilezza di una persona malvagia, il nuovo raccolto e le donne possono essere goduti solo per un breve periodo, proprio come la giovinezza e la ricchezza. Ma la compagnia di amici dal cuore grande rappresenta una felicità eterna. C’è una buona ragione per cui nei Veda si dice che l’albero velenoso della nostra esistenza materiale ha due dolci frutti simili al nettare dell’immortalità: assaporare il nettare della poesia e incontrare delle brave persone. L’amicizia con delle persone nobili, dopotutto, dura fino alla morte, la loro collera cessa nel momento stesso in cui sorge e la loro generosità non si aspetta nulla in cambio.

Patita pavana das

(dal sito web di Patita Pavana das)

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Un soggiorno a Griffi di Carmiano

In provincia di Piacenza, Sudama prabhu vi aspetta per un soggiorno spirituale nella tranquillità degli appennini, in un luogo completamente libero da rumori e inquinamento. Un luogo ideale per il riposo, per apprezzare il silenzio, per la lettura e un’immersione nella natura. Il cibo è biologico e appena raccolto e se volete potete aiutare per dei semplici lavori nei campi. La località Griffi può anche ospitare una famiglia, ed è a 5 minuti da Carmiano, il paese più vicino, e a meno di dieci da Ponte dell’Olio.

Per maggiori informazioni potete chiamare Sudama Prabhu allo 3396347828

Griffi di Carmiano, 20 ettari di terreno agricolo e 20 di boschi, a 450 metri sul livello del mare sugli appennini emiliani.

Hare Krishna

Vi aspettiamo!

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Krishna, Dio della varietà

Si dice che la varietà sia il sale della vita. Immaginatevi una vita in cui ogni giorno mangiamo le stesse verdure, ogni giorno indossiamo gli stessi vestiti, incontriamo le stesse persone e visitiamo gli stessi luoghi. Che noia, non è vero? Questo mondo è pieno di cambiamenti stagionali, di varietà, come la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno; la comparsa e scomparsa periodica del sole e della luna; le differenze culturali tra persone di nazioni diverse; come la lingua, l’abbigliamento, le abitudini alimentari delle diverse parti del mondo; e le molteplici specie di vita che abitano la terra. . . la lista è infinita. Queste varietà aggiungono colore a una vita altrimenti noiosa, e così rendono la vita interessante e persino emozionante.

Secondo la Bhagavad-gita (15.1), questo mondo materiale è un riflesso distorto del mondo spirituale, il regno di Dio. Tutta la varietà di questo mondo esiste nel mondo spirituale nella sua forma pura e originale. Se questo mondo materiale, nonostante le sue sofferenze intrinseche di nascite e morti ripetute, può apparirci così attraente, possiamo solo immaginare quanto debba essere attraente il mondo spirituale, che è eterno, pieno di conoscenza e pieno di beatitudine. Perciò, Dio, la Persona Suprema, Krishna, appare regolarmente in questo mondo per attrarci a Lui e riportarci nel Suo regno di beatitudine. A intervalli regolari Egli discende in varie incarnazioni e in diversi luoghi dell’universo. Altre volte rimane in questo mondo nella forma della Sua Divinità (archa-vigraha) con la quale accetta un servizio personale e amorevole dai Suoi devoti. In questo articolo vedremo come Krishna nella forma della Divinità appare in così tanti modi sorprendentemente diversi su questa terra, solo per mostrare il Suo grande amore verso i Suoi devoti.

Le varie forme di divinità

Le scritture vediche ci dicono che vi sono 330 milioni di esseri celesti e molte persone che seguono i Veda adorano alcuni di questi esseri celesti, tra i quali spiccano Shiva, Ganesh, la dea Durga, ecc. Viene descritto nelle scritture come ognuno di questi esseri celesti appare in una certa forma e, di conseguenza, i loro seguaci la adorano. Nessuno di questi esseri celesti, o dei, è noto per assumere molte forme per poi avere una relazione con i suoi devoti. Ad esempio, Shiva è universalmente adorato nella sua forma di linga, e Durga è adorata nella sua forma feroce a otto braccia, Ganesh è famoso come il dio dalla testa di elefante e così via. Tuttavia Krishna viene adorato in una varietà di bellissime forme, e in tutto il mondo. La maggior parte di queste forme è apparsa per avere delle relazioni personali e piene di amore con i Suoi devoti. Vediamone alcune.

Sri Badrinarayana – Badrinatha, Uttarakhand

Nelle montagne dell’Himalaya, Sri Vishnu è conosciuto come Badrinatha ed è adorato nella Sua forma nera di shalagrama-sila.

Si dice che Vishnu stesse compiendo delle austerità sotto il sole cocente, e per proteggerlo dal caldo, la dea Lakshmi assunse la forma di un albero di badri. Così il Signore, che è conosciuto come Laksminatha (il Signore di Lakshmi), divenne noto come Badrinatha o Badrinarayana.

Srinathaji – Nathdwara, Rajasthan

Nathdwara significa “la porta del Signore Srinathaji” e si trova nei pressi di Udaipur, sulle colline di Mewar, nell’India occidentale. Srinathaji è Sri Krishna come appare nel Suo passatempo di sollevare la collina di Govardhana. Egli alza la sua mano sinistra. La sua mano destra, invece è chiusa, e poggia sulla sua vita. Si dice anche che il Signore saluti i suoi devoti con la sua mano sinistra e mantenga il nettare della devozione nella mano destra. I suoi occhi guardano in basso, invitandoci a dedicarci ai suoi piedi di loto. I servitori di Sri Nathaji affermano che la Divinità è la forma originale di Sri Krishna, nota come Nikunja Nayaka, “il Signore della dimore floreali celesti”. Poiché questa forma di Sri Krishna include tutte le altre, i Suoi devoti lo vedono sia come Sri Radhanatha (il Signore di Radha) che come Krishna bambino. La Divinità, quindi, a volte viene intrattenuta con dei giochi, come delle trottole e degli animali d’argento e talvolta gli viene offerto un bastone da pastore. Sri Nathaji è famoso soprattutto per i Suoi passatempi amorosi con le gopi, le pastorelle di Vrindavana. Sebbene molte delle poesie che vengono recitate davanti a Lui parlino dei suoi passatempi d’infanzia, la maggior parte descrive questi scambi di amore con le gopi.

Udupi Krishna – Udupi, Karnataka

Una volta, durante il periodo dei passatempi di Sri Krishna sulla terra, Madre Devaki si lamentò con il Signore per la disgrazia di non aver mai assistito ai Suoi passatempi infantili a Vrindavana. Lo pregò di renderla felice e fortunata proprio come Madre Yashoda, mostrandole alcune delle sue imprese e marachelle d’infanzia.

Dio, la Persona Suprema, solo per dare piacere alla Sua pura devota, assunse immediatamente la forma di un piccolo bambino e si arrampicò sulle ginocchia di Devaki. Poi, quando Devaki andò a prendere del burro, Krishna, comportandosi come un comune bambino dispettoso, spezzò la zangola, mangiò i pezzetti di burro e li spalmò perfino su tutto il suo corpo trascendentale. Poi tolse il bastone e la corda dalle mani di Devaki. Dopo aver giocato così per qualche tempo, il Signore riprese la sua solita forma fatta di eterna giovinezza. Madre Devaki fu sopraffatta dalla gioia nel vedere questi passatempi di bambino del Signore.

La regina Rukmini-devi, consorte Krishna, fu testimone di questi passatempi e il comportamento dispettoso del Signore e le sue caratteristiche infantili la affascinarono. Per ricordarli tenne una divinità di Krishna bambino che teneva un bastone e una corda. La regina Rukmini iniziò ad adorare regolarmente questa divinità. Più tardi, dopo che il Signore tornò nel cielo spirituale con il Suo seguito, Arjuna portò la Divinità in un luogo chiamato Rukmini vana. Nel corso dei secoli la Divinità fu completamente ricoperta di argilla e rimase in quelle condizioni vicino a Dvaraka fino a quando dei marinai la portarono da Madhvacharya a Udupi.

Poiché Krishna viveva a Dvaraka come un principe, lì viene adorato con quel sentimento. Come sovrano, Dvarakadhisha ha solo le migliori motivazioni. Il suo unico obiettivo è sconfiggere le influenze demoniache e proteggere i Suoi puri e arresi devoti. La sua autorità è originale e inesauribile. La Divinità Dvarakadhisa è vestita in modo opulento e i simboli nelle Sue quattro mani (conchiglia, mazza, disco e loto) sono ricoperti d’argento.

Ranachora Raya – Dakor, Gujarat

Ranachora (rana-cora) significa “colui che fugge dalla battaglia” o, più semplicemente, “disertore” e raya (da raja) designa un re o una persona rispettata. Krishna divenne famoso come Ranachora Raya quando, apparentemente per paura, fuggì da una battaglia. In realtà, voleva evitare delle uccisioni inutili e dedicarsi al Suo passatempo di rapire Rukmini, la sua prima moglie. La fuga di Krishna dal campo di battaglia è particolarmente glorificata dai devoti del Gujarat perché ha segnato l’insediamento di Krishna a Dvaraka, che si trova nel Gujarat.

Circa 300 anni fa c’era un devoto di nome Budhana. Ogni anno andava a Dvaraka per vedere il Signore Dvarakadhisha. Quando durante la vecchiaia non fu più in grado di visitare Dvaraka, Dvarakadhisha gli ordinò di prendere un carro tirato da buoi. Il Signore allora salì sul carro e accompagnò Budhana fino a Dakor, dove è ancora adorato.

Sri Vitthala – Pandharpur, Maharashtra

Una volta Srimati Radharani, la consorte di Krishna nel villaggio di Vrindavana, visitò Dvaraka, dove Krishna viveva come re. A quel tempo, Rukmini Devi, la regina di Sri Krishna, notò che Krishna aveva con Radharani dei modi più intimi di quanto non ne avesse mai avuti con lei. Sconvolta, partì per la foresta di Dindirvana, che si trova vicino a Pandharpur. Krishna seguì Rukmini per scusarsi, ma le Sue scuse la lasciarono impassibile. Quindi il Signore si trasferì a Pandharpur per andare a trovare uno dei Suoi devoti, Bhakta Pundarika, ora popolarmente conosciuto nel Maharashtra come Pundalika. Quando il Signore raggiunse l’ashrama di Pundarika, Pundarika stava servendo i suoi anziani genitori. Pundarika diede al Signore un seggio di mattoni e gli chiese di aspettare. Il Signore fece come gli era stato detto. Rimase in piedi, le mani di loto sui fianchi, aspettando il ritorno di Pundarika. Mentre aspettava, Rukmini, che aveva dimenticato la sua pena, arrivò da Dindirvana e lo raggiunse, ed entrambi rimasero a Pandharpur nella forma di divinità. Ancora oggi il Signore si trova sugli stessi mattoni, ma ora sta aspettando che tutti i Suoi devoti vengano a vederlo. Durante l’attesa, il Signore sembra dire ai devoti: “Non temete. Per coloro che si sono affidati a Me, ho ridotto la profondità dell’oceano di sofferenza materiale. Vedete, è profondo solo così.” E indica la bassa superficie dell’oceano mettendo le mani sui fianchi.

Sri Narsimhadeva – Mangalagiri e Ahobilam

Qui Sri Krishna è adorato nella Sua forma più feroce di metà uomo e metà leone, Narsimhadeva, che apparve da una colonna per proteggere il Suo caro devoto Prahlada. Ci sono nove templi di Narsimha ad Ahobilam situati sulla cima delle montagne e ogni tempio ha una sua storia unica.

A poche ore di auto da Ahobilam troviamo Mangalagiri dove si trova un’altra divinità di Narsimhadeva. I devoti qui offrono alla Divinità dell’acqua zuccherata. La caratteristica interessante è che chiunque desideri offrirla, la versa direttamente nella bocca spalancata della Divinità. Il Signore accetta metà dell’acqua contenuta nel vaso; l’altra metà viene distribuita a tutti come maha-prasada.

Dopo aver ucciso Hiranyakashipu, il piccolo Prahlada espresse al Signore Narsimhadeva il suo desiderio di vedere la forma del Signore che aveva ucciso suo zio, Hiranyaksha. Così il Signore gli mostrò la Sua forma di Varaha Narsimha. Questa è la forma che viene adorata a Simhachalam. Qui si celebrano due grandi feste: il matrimonio del Signore con Lakshmi devi nel mese di Chaitra (marzo-aprile) e il Chandana-yatra a partire da Akshaya-trtiya nel mese di Vaisakha (aprile-maggio). Sri Narsimhadeva dopo aver ucciso Hiranyakashipu era estremamente incollerito quindi per mantenerlo calmo, viene tenuto coperto da della polpa di legno di sandalo per tutto l’anno. Solo una volta all’anno, il giorno di Akshaya-trtiya, al mattino presto, alla Divinità viene tolta la Sua patina di legno di sandalo e i devoti hanno l’opportunità di vedere la Sua forma. La Divinità viene bagnata e la sera è di nuovo ricoperta di legno di sandalo. I pellegrini arrivano da molte parti dell’India per essere presenti a Simhachalam proprio in quel giorno.

Sri Ranganatha – Sri Rangam, Tamil Nadu

Soddisfatto delle penitenze di Brahma (il primo essere creato), Vishnu (il Signore Supremo) si manifestò nella forma di Sri Ranganatha. Ranganatha apparve nella stanza adibita all’adorazione, o vimana. Brahma adorò il Signore Ranganatha per molto tempo e alla fine fece continuare l’adorazione a Vivasvan, il dio del sole, che poi la passò a Svayambhuva Manu, il padre dell’umanità. Manu trasmise l’adorazione a suo figlio Iksvaku, un grande re e capo della dinastia in cui il Signore Krishna sarebbe poi apparso nella Sua incarnazione come Sri Ramachandra.

Durante il viaggio a Sri Lanka con Sri Ranganatha (insieme al vimana del Signore), Vibhishana si fermò vicino al fiume Kaveri, in un luogo sacro chiamato Candra Pushkarini, dove veniva adorata una divinità di Ananta sesa (il letto del serpente del Signore). Dharma Varma, un re di quella regione, aveva visto il Signore Ranganatha ad Ayodhya e per un po’ di tempo aveva pregato di poterlo servire. Sri Ranganatha benedisse il re promettendogli di rimanere a Sri Rangam. Quando Vibhishana tentò di continuare il suo viaggio, il Signore Ranganatha non si mosse.

Il Signore Ranganatha poi benedisse Vibhishana promettendogli che  avrebbe guardato sempre verso il regno di Vibhishana, lo Sri Lanka. Quindi, sebbene la maggior parte delle Divinità in India siano rivolte a est, Sri Ranganatha Swami è reclinato sul lato destro con la testa rivolta a ovest mentre guarda a sud verso il Suo grande devoto Vibhishana. La Divinità nel tempio principale è Sri Ranganatha Swami, una forma a due braccia di Sri Vishnu sdraiato sul divino serpente Ananta sesa.

Sri Venkateshvara – Tirupati, Andhra Pradesh

Sri Venkateshvara, una divinità auto-manifestata, fu scoperta sulle colline di Tirumala vicino al lago Pushkarini, che si trova a ovest di Tirupati. A sud del lago, i devoti costruirono un semplice tempio per il Signore, fatto solo di pilastri che sostenevano il tetto e poi iniziarono ad adorarlo. Nel corso dei secoli Sri Venkateshvara attirò l’attenzione e la devozione dei governanti locali che fecero delle generose donazioni per costruire un grande tempio scolpito in pietra per aumentare il fasto della Sua adorazione.

Sri Venkateshvara è maestoso. Di un nero intenso, è alto più di due metri, e la sua forma luminosa è fiocamente illuminata da lampade di ghi. La prima cosa che si vede di Lui è il Suo grandissimo tilaka, sono due grandi blocchi bianchi e verticali, leggermente separati che adornano gran parte della Sua fronte e del Suo naso e parte dei Suoi occhi e delle Sue guance.

Guruvayrappan – Guruvayur, Kerala

Al momento della scomparsa di Sri Krishna dal mondo mortale, il Suo devoto Uddhava fu sopraffatto da dei sentimenti di separazione. Allora il Signore gli diede questa Divinità e gli ordinò di affidare a Brihaspati, il maestro (guru) spirituale degli esseri celesti, il compito di portare la Divinità in un luogo adatto. Brihaspati con l’aiuto di Vayu iniziò a cercare un luogo ideale per installare la Divinità e alla fine arrivarono nel Kerala e insediarono il Signore a Guruvayur; e poiché l’installazione era stata compiuta da Guru e da Vayu, il luogo venne chiamato Guruvayur.

Sri Jagannatha – Puri, Orissa

Il Signore Jagannatha, il Signore dell’universo, è adorato con Suo fratello Balarama e sua sorella Subhadra. Jagannatha riceve cinquantasei diversi tipi di cibo, che gli vengono offerti otto volte al giorno. E il Signore esce dal tempio per un giro ogni estate per una delle più grandi feste religiose dell’India, il Ratha-yatra, chiamato anche La Festa dei Carri.

Sri Caitanya Mahaprabhu – Mayapur, Bengala occidentale

Sri Caitanya è il Signore, Krishna, che appare in una forma piena di amore, cioè come devoto, ed è accompagnato dai Suoi compagni, Sri Nityananda, Sri Advaita, Gadadhara e Srivasa. Sri Caitanya Mahaprabhu è considerato l’avatara più magnanimo perché dona liberamente a tutti l’amore per Dio. Si dice che quando Krishna apparve l’ultima volta nella Sua forma originale su questo pianeta, sentì così tanto la separazione dalla Sua amata Radharani che volle tornare nelle vesti di devoto in modo da poter provare l’estasi della separazione. Perciò Sri Caitanya è considerato un’incarnazione di Radha e Krishna. E’ apparso nel Bengala, in India, circa cinquecento anni fa per insegnare l’amore per Dio con il canto del mantra Hare Krishna.

Vamsi Vihari Dasa

Dalla rivista Back to Godhead 

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