Dieci caratteristiche della misericordia di Sri Caitanya

I grandi devoti del Signore, di Krishna, si riempiono sempre di gioia servendoLo, e così Krishna stesso desidera provare la felicità che loro provano nel servirLo. Per questo motivo, il Signore Caitanya è Krishna che vive in questo mondo come un devoto per provare la felicità del devoto, e da devoto insegna agli altri il giusto comportamento. Sri Caitanya è estremamente misericordioso e pieno di amore, perfino con le persone più degradate. Krishna uccideva i demoni, ma Sri Caitanya li trasformava in devoti.

Svarupa Damodara Goswami, uno dei discepoli più intimi di Sri Caitanya descrive in una sua preghiera le dieci caratteristiche della misericordia di Sri Caitanya:

heloddhunita-khedaya vishadaya pronmilad-amodaya

shamyach-chastra-vivadaya rasa-daya chittarpitonmadaya

shashvad-bhakti-vinodaya sa-madaya madhurya-maryadaya

shri-chaitanya daya-nidhe tava daya bhuyad amandodaya

(Caitanya-caritamrita, Madhya Lila 10.119; Sri Chaitanya-chandrodaya-nataka 8.10)

Eccone la spiegazione:

  • distrugge ogni sofferenza (hela uddhunita khedaya)
  • purifica ogni cosa (vishadaya)
  • risveglia la beatitudine trascendentale (pronmilat amodaya)
  • armonizza le contraddizioni delle scritture (shamyat shastra vivadaya)
  • diffonde le emozioni trascendentali (rasa-daya)
  • dà gioia al cuore (citta arpita unmadaya)
  • ispira sempre il servizio devozionale (shashvat bhakti vinodaya)
  • con la piena estasi e la gioia (sa-madaya)
  • glorifica ciò che è oltre i limiti dell’amore (madhurya maryadaya)
  • risveglia ogni buona fortuna (amanda udaya)

Quella che segue è una breve descrizione di questi dieci aspetti della divina misericordia di Sri Caitanya.

Distrugge ogni sofferenza

Una caratteristica della bhakti è che distrugge ogni sofferenza, è il traguardo della vita per le persone che si dedicano al loro supremo interesse e ispira le persone a diventare come delle api che cercano il miele dolcissimo di Krishna prema, l’amore per Dio.

Una volta, un brahmana spiritualmente elevato di nome Vasudeva soffriva di lebbra, il suo corpo era pieno di vermi. La sua compassione per la sofferenza di tutti gli esseri viventi era così grande che non appena un verme cadeva dal suo corpo, lo raccoglieva e lo rimetteva nello stesso posto. Sentendo che Sri Caitanya era arrivato nel luogo santo chiamato Kurmakshetra, Vasudeva andò a trovarLo a casa di un brahmana di nome Kurma. Quando Vasudeva seppe che Sri Caitanya se n’era già andato, cadde a terra privo di sensi e il Signore ritornò immediatamente e lo abbracciò. Così sia la sua lebbra che la sua angoscia scomparvero e il suo corpo divenne meraviglioso.

Essendo molto compassionevole verso Vasudeva, Sri Caitanya lo guarì dalla lebbra e lo trasformò in un puro devoto. Così Sri Caitanya divenne noto come Vasudevamrita-prada – “colui che dà il nettare a Vasudeva”

Purifica ogni cosa

L’aspetto seguente della Sua misericordia viene definito vishadaya, che purifica ogni cosa. Sri Caitanya ha mostrato il vero metodo per purificare le persone dell’era di Kali inaugurando il metodo del canto dei santi nomi di Krishna. Ceto darpana marjanam: cantando i nomi di Krishna il proprio cuore si pulisce.

Srila Narottama Dasa Thakura canta le glorie del Signore Caitanya. Patita-pavana-hetu tava avatara: “O mio Signore, sei apparso solo per liberare tutte le anime cadute.” Mo-sama patita prabhu na paibe ara: “E tra tutte le anime cadute, io sono il più caduto.” Pertanto chi cerca la purificazione e l’elevazione dalla propria condizione caduta deve rifugiarsi nel Signore Caitanya. Krishnadasa Kaviraja Goswami scrive nella Sri Caitanya-caritamrita (Adi Lila, 15.1):

“Offro i miei rispettosi omaggi ai piedi di loto del Signore Caitanya perché semplicemente offrendo un fiore ai Suoi piedi di loto anche il materialista più indurito diventa un devoto”.

Risveglia la Beatitudine Trascendentale

Un altro aspetto della misericordia del Signore Caitanya è detto pronmilat amodaya: risveglia la beatitudine trascendentale. Sri Caitanya, insieme ai Suoi compagni, compì il sankirtana, il canto collettivo dei santi nomi di Krishna. Kaviraja Goswami nota: “hanno saccheggiato il magazzino dell’amore di Dio” e ne hanno distribuito il contenuto a tutti indiscriminatamente. L’amorevole servizio devozionale a Sri Krishna si ottiene attraverso il sankirtana, che è l’essenza di tutta la beatitudine (nama-sankirtana – saba ananda-svarupa, Adi Lila 1.96) Sri Caitanya Mahaprabhu dice:

krishna-nome ye ananda-sindhu-asvadana

brahmananda tara age khatodaka-sama

“Rispetto all’oceano di beatitudine trascendentale che si assapora cantando il mantra Hare Krishna, il piacere derivato dalla realizzazione impersonale del Brahman [brahmananda] è come l’acqua stagnante di una palude.” (Adi 7,97)

 

Durante il Suo viaggio nell’India del sud, Sri Caitanya incontrò varie persone e le liberò inducendole a cantare piene di estasi i santi nomi di Krishna. Quando le persone che divennero devote incontrarono altre persone, le indussero anche a cantare in estasi. Così per la misericordia del Signore Caitanya, migliaia e migliaia di persone cantarono con grande gioia i santi nomi di Krishna.

Armonizza le contraddizioni delle Scritture

Un’altra caratteristica meravigliosa della misericordia di Caitanya Mahaprabhu è shamyat shastra vivadaya: mitiga le differenze presenti nelle scritture. Le scritture vediche a volte presentano abheda-vakya, o affermazioni che affermano che tutte le cose sono una con Dio, essendo le Sue espansioni. Ma le scritture contengono anche molti bheda-vakya, o affermazioni che affermano le qualità uniche e distintive del Signore Supremo, indicando che Egli è diverso dalle Sue espansioni ed energie. Così alcuni mantra delle upanishad enfatizzano l’identità di Dio con la Sua creazione, mentre altri parlano della loro differenza.

Diversi filosofi considerano queste affermazioni secondo le proprie concezioni. Gli impersonalisti leggono gli abheda-vakya alla lettera e accettano i bheda-vakya solo in modo allegorico. D’altra parte, alcuni filosofi enfatizzano solo i bheda-vakya e spiegano che il Signore Supremo è totalmente diverso dalla creazione e dagli esseri viventi.

Riconciliando queste apparenti contraddizioni nelle affermazioni scritturali, Sri Caitanya Mahaprabhu ha proposto l’acintya-bhedabheda-tattva, il principio dell’unità e della differenza simultanee del Signore e delle Sue energie, che è inconcepibile. Il Signore Supremo è la persona energetica originale e da Lui emanano tutte le Sue energie, inclusa la creazione e gli esseri viventi. Senza la persona piena di energia, l’energia non può esistere. E senza energia, “una persona piena di energie” non ha senso. Quindi l’energia e l’energetico sono una cosa sola. Eppure esistono separatamente. E questo è inconcepibile per le menti influenzate dall’energia materiale.

Srila Prabhupada scrive:

Tutti siamo uno con Lui [il Signore Supremo], proprio come gli ornamenti d’oro sono uno in qualità con l’oro grezzo, ma l’ornamento d’oro individuale non è mai uguale in quantità all’oro grezzo. L’oro non si esaurisce mai anche se ci sono innumerevoli ornamenti che emanano dalla miniera perché la miniera è purnam, completa; anche se il purnam viene dal purnam, tuttavia il supremo purnam rimane lo stesso purnam. Questo fatto è inconcepibile per i nostri attuali sensi imperfetti. Sri Caitanya quindi definì la Sua teoria della filosofia come acintya (inconcepibile), e come confermato nella Bhagavad-gita così come nel Bhagavatam, la teoria di Sri Caitanya dell’acintya-bhedabheda-tattva è la perfetta filosofia della Verità Assoluta. (Bhagavatam 2.6.13–16, Spiegazione)

Diffonde le emozioni trascendentali

Per la Sua misericordia senza causa (daya) Caitanya Mahaprabhu discese per distribuire la dolcezza trascendentale (rasa) alle persone in questo mondo. Così nel Vidagdha-madhava (1.2) Srila Rupa Goswami prega:

“Il Signore Caitanya è apparso nell’Era di Kali per la Sua misericordia senza causa per conferire ciò che nessuna incarnazione ha mai offerto prima: la dolcezza più sublime e radiosa del servizio devozionale, la dolcezza dell’amore coniugale”. (Cc. Adi 1.4)

Krishnadasa Kaviraja Goswami scrive:

“Prima della creazione di questa manifestazione cosmica, il Signore illuminò il cuore di Brahma con i dettagli della creazione e gli diede la conoscenza vedica. Esattamente allo stesso modo, il Signore, ansioso di far rivivere i passatempi di Vrindavana di Krishna, infuse il cuore di Rupa Goswami di potenza spirituale. Grazie a questa potenza, Srila Rupa Goswami poté far rivivere le attività di Krishna a Vrindavana, attività quasi perdute nella memoria. In questo modo diffuse la coscienza di Krishna in tutto il mondo.” (Madhya 19.1)

A Prayaga (Allahabad), Sri Caitanya Mahaprabhu insegnò a Rupa Goswami il metodo del servizio devozionale e la conoscenza dei rasa primari e secondari, o dolce emozioni trascendentali nella propria relazione con Krishna, insieme ai loro sintomi. A Benares, Sri Caitanya diede insegnamenti più elaborati a Sanatana Gosvami, illuminandolo sui rasa e su altri aspetti della bhakti. Così Sri Caitanya distribuì la conoscenza dei rasa al mondo tramite Rupa e Sanatana Gosvami, che li spiegarono ulteriormente scrivendo delle scritture devozionali.

Dà gioia al cuore

La misericordia del Signore Caitanya dà anche gioia al cuore (citta arpita unmadaya). Ascoltare tutte le Sue attività piene di compassione e di affetto provoca la più grande felicità per chi le ascolta. Perciò Kaviraja Goswami esorta i lettori della Sri Caitanya-caritamrita, piena di descrizioni delle attività misericordiose di Sri Chaitanya, a studiarla e ascoltarla con grande attenzione per ottenere la gioia:

 “O devoti, che la vita e le caratteristiche trascendentali di Sri Caitanya Mahaprabhu siano sempre ascoltate, cantate e meditate con grande gioia.” (Antya 12.1)

Ispira sempre il servizio devozionale

La misericordia del Signore Caitanya ispira sempre il servizio devozionale (shashvat bhakti vinodaya) nel cuore di coloro che entrano in contatto con Lui. Ogni essere vivente ha una relazione eterna con il Signore Supremo, Krishna. Tuttavia, a causa della copertura di maya, o energia illusoria, l’anima condizionata ha dimenticato quella relazione. Con il bhakti-yoga si può ravvivare quella relazione. E Sri Caitanya misericordiosamente discese per insegnare il bhakti-yoga, mediante il quale ci si identifica come un eterno servitore di Sri Krishna e si agisce di conseguenza. Sarvabhauma Bhattacharya Lo esalta così:

“Che io possa prendere rifugio in Dio, la Persona Suprema, Sri Krishna, che è disceso nella forma di Sri Caitanya Mahaprabhu per insegnarci la vera conoscenza, il servizio devozionale alla Sua persona e il distacco da tutto ciò che non incoraggia la coscienza di Krishna. È disceso perché è un oceano di misericordia trascendentale. Che io possa arrendermi ai Suoi piedi di loto”. (Madhya Lila 6.254)

Sri Caitanya predicò la bhakti, e in particolare la bhakti eseguita seguendo le orme dei residenti di Vrindavana, sotto la guida dei Sei Gosvami. Ogni volta che Sri Caitanya salutava i Suoi devoti, li esortava con fervore a svolgere il servizio devozionale a Krishna, che includeva cantare i Suoi nomi e adorarLo.

Quando Sri Caitanya ispira il servizio devozionale nel cuore di un’anima condizionata che soffre in questo mondo, Egli le dona simultaneamente l’estasi e la gioia (sa-madaya) che accompagnano la bhakti. L’essere vivente condizionato si identifica artificialmente come padrone, fruitore, controllore e proprietario in questo mondo. Tuttavia, per la misericordia di Sri Caitanya, si può rinunciare a tale falsa identificazione compiendo la krishna-bhakti. Essere un servitore amorevole di Krishna è la posizione costituzionale originale di ogni essere vivente, come insegnò Sri Caitanya stesso: jivera ‘svarupa’ haya – krishnera ‘nitya-dasa’ (Madhya 20.108). Una goccia della gioia e dell’estasi di servire Krishna non può essere paragonata nemmeno a un oceano di felicità che si ottiene fondendosi nel Brahman impersonale (Adi 6 44). Sri Caitanya stesso gusta il nettare di krishna-prema e ispira gli altri a gustarlo. Kaviraja Goswami scrive:

“Che io possa offrire i miei rispettosi omaggi a Sri Caitanya Mahaprabhu, che gustò personalmente il nettare dell’amore estatico per Krishna e poi istruì i Suoi devoti a come gustarlo. Così li illuminò sull’amore estatico per Krishna per iniziarli alla conoscenza trascendentale”. (Antya Lila 16.1)

Glorifica il limite dell’amore

Un altro aspetto della misericordia del Signore Caitanya è madhurya maryadaya, che glorifica il limite dell’amore. Ci sono cinque rasa principali in connessione con Sri Krishna, ovvero shanta (neutralità), dasya (servizio), sakhya (amicizia), vatsalya (fraternità) e madhurya (amore). Con un confronto imparziale, si scopre che madhurya rasa è il più elevato. E Srimati Radharani è il modello di tutti i devoti nel madhurya rasa. Anche Krishna desidera comprendere la grandezza del suo amore e sperimentare la felicità che ottiene servendolo. Così Krishna discese come Sri Caitanya, assumendo lo stato d’animo di Radharani. La stessa apparizione del Signore Caitanya con le emozioni di Srimati Radharani è la più grande testimonianza del rasa amoroso. Durante le Sue discussioni con Ramananda Raya (Madhya Lila, capitolo 8), Sri Caitanya stabilì la supremazia del madhurya rasa attraverso le parole di Ramananda Raya. Sri Caitanya insegnò che la più grande aspirazione o obiettivo (sadhya) per un Gaudiya Vaisnava è adorare Krishna seguendo le orme delle Vraja-gopi, perché non esiste un modo di adorazione migliore della loro. Nei Suoi passatempi, specialmente negli ultimi diciotto anni della Sua permanenza a Jagannatha Puri, Sri Caitanya era costantemente assorto nei sentimenti delle gopi e provava sentimenti estatici di separazione da Krishna. Così Egli dichiarò al mondo intero la gloria delle gopi di Vrindavana, le più elevate devote di Krishna nei sentimenti di madhurya.

Fa apparire ogni buona fortuna

Svarupa Damodara Goswami descrive l’aspetto completo della misericordia di Caitanya Mahaprabhu definendola amanda udayam – che elargisce ogni buona fortuna. Con i suoi insegnamenti, la sua vita, il suo esempio e le sue relazioni con gli altri, Sri Caitanya fa in modo di risvegliare la più grande fortuna in ogni essere vivente.  Sri Caitanya Mahaprabhu disse a Svarupa Damodara e a Ramananda Raya: “ Semplicemente cantando il santo nome di Krishna si può essere liberati da tutte le abitudini negative. Questo è il mezzo per risvegliare ogni buona fortuna e veder iniziare lo scorrere delle onde di amore per Krishna (Antya Lila 20.11)

Il Signore più misericordioso

La vita di Sri Caitanya era colma di amore nei confronti di tutti, colti e semplici, uomini e donne, bambini e perfino animali. Nella foresta di Jharikanda fece cantare a tutti gli animali il nome di Krishna ed essi si riempirono di una gioia incomparabile. Il suo amore è veramente per tutti e così Krishna das Kaviraj esorta i lettori della Caitanya Caritamrita a utilizzare la logica e a comprendere che la misericordia di Sri Caitanya è incredibile e meravigliosa (Adi Lila,8.15)

(dalla rivista Back To Godhead)

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