Hare Krishna al Festival dell’Oriente

I giorni 14 e 15 maggio, 21 e 22 maggio, a Malpensafiera a nord di Milano abbiamo partecipato al Festival dell’Oriente, una grande fiera, un grande incontro che avviene da anni con centinaia di stand e migliaia e migliaia  di visitatori. Tutto l’Oriente è presente, dallo yoga allo shiatsu, dalla cucina etnica alla danza, dal monaco buddista al bagno di gong.

Noi eravamo presenti con 2 stand all’interno dei padiglioni e perla prima volta fuori in un grande spazio verde con i due camion giganti dei brahmacari (monaci) del Tempio Viaggiante guidati da Bhakti Shakti prabhu, che ospitano un grande palco con kirtan, cucina, tempio, accompagnati dalla mucca Surabhi, e altri stand con libri, vestiti, oggetti, un piccolo stand del Food For Life Vrindavana e un altro dedicato ai libri di Srila Prabhupada.

L’intensità non è mancata, il caldo quasi indiano, e proprio oltre il nostro spazio vediamo una palma, un albero di banana e un boschetto di canne di bambù. Il Bengala a Busto Arsizio; è stato possibile anche questo.

Un evento che è piaciuto moltissimo a tutti, devoti e aspiranti. Il flusso di persone non è stato costante, nonostante lo sforzo di mettere cartelli per pubblicizzare questa novità  ma sono molto convinto che tutti hanno sentito un atmosfera speciale, quasi magica, forse anche di più.

C’era certamente una grande diversità dall’essere dentro, in mezzo, sì a tanta varietà e a buone iniziative, ma anche a tanti rumori assordanti. Fuori le persone vedevano il nostro Villaggio Hare Krishna, così è stato chiamato, come un’oasi di pace e di spiritualità. Certo anche noi siamo entrati in gran numero con diverse processioni Harinam al giorno (in una eravamo più di cinquanta), e che Harinam! abbiamo sicuramente battuto tutti con il nostro rumore, ma era un rumore molto potente e affascinante, il movimento del Sankirtan in piena forma, con Mrityuhara Prabhu, devoto dal 1974, e altri devoti che guidavano il canto. Il tumulto gioioso dei sari colorati, i visi pieni di sudore e tutti sorridevano, anche le persone, tra l’ammirato e l’incantato. C’era anche chi danzava allegramente con noi.

Un’esagerazione? No, era proprio così. Nel Villaggio Hare Krishna si è visto un grande spirito di accoglienza, che è così importante. Quelle prima impressione positiva che conta, quel vedere tutti, devoti e devote sereni contenti di essere devoti, e tutti venivano accolti con un sorriso, ma di quelli veri, sinceri, e veniva offerto loro un biscotto da un paniere, poi tutti venivano invitati a visitare il tempio con le accattivanti forme delle Loro Signorie Jagannath Baladeva e Subhadra.

Certo che la filosofia veniva spiegata e molto bene. I devoti del Tempio Viaggiante avevano allestito dei pannelli che spiegavano in modo chiaro e conciso concetti come karma, reincarnazione e non violenza. Ma quello che è stato veramente fondamentale è stato il contatto umano. Tutti i devoti/e erano veramente naturalmente contenti. Sembra qualcosa di poco conto ma c’erano delle ragazze e delle donne che volevano provare un sari e altre che si facevano dipingere la faccia, come le gopi

E con il sari si trasformavano e diventavano quasi degli angeli e le devote che letteralmente le vestivano si trasformavano in sorelle, mamme e amiche, e loro lo sentivano. Sentivano l’amicizia, perfino l’affetto. E sono sensazioni che si ricordano per anni e aiutano le persone ad apprezzare devoti e devote e poi a voler conoscere di più. Che tipo di stile di vita e che credo seguono queste persone così luminose?

Vedo un ragazzone con delle braccia possenti e un fisico da palestra che si avvicina a un devoto e gli dice “Ragazzi…voi avete un’energia incredibile”

Anche la mucca bellissima Surabhi ha fatto davvero una bella impressione. Il primo giorno era un po’ timida, ma poi! Poi è diventata una vera e propria star, tutti volevano vederla, accarezzarla e fotografarla. E lei con grande tranquillità, lasciava fare. Una bambina ha chiesto alla mamma cosa fosse quell’animale esotico, che non aveva mai visto prima, “Una mucca!”

Il prasadam era sempre uguale ma sempre diverso e sempre eccellente. Kichari di grano e vegetali coltivati alla fattoria Sankirtan Dham, sempre dai devoti del Tempio Viaggiante (e non viaggiante!!!), Halava (con semolino della fattoria), patatine fritte (nel ghi delle loro mucche) e una bevanda rinfrescante. Ed era delizioso perché prodotto dai devoti alla comunità in Umbria e cucinato con attenzione e devozione.

Il clou della festa è stata l’abhisheka e la cerimonia del fuoco in onore di Sri Narasimhadeva guidati da Ramacandra prabhu che da anni coltiva una relazione privilegiata con gli organizzatori del Festival dell’Oriente, e che ha radunato una considerevole platea. La bellissima murti di Sri Narasimhadeva, accompagnata da Sri Prahlad, costruita in terra cotta da Murari Caitanya prabhu aveva viaggiato dalla Sicilia per essere presente il giorno della Sua festa al Festival! Una bellissima collaborazione tra i vari amici devoti!

Viva le cose fatte bene!

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