La storia di Gopal Jiu – Prima parte

“Com’è possibile essere così orgoglioso? Lui non rispetta nessuno e invece chiede rispetto. Non può tollerare che gli si manchi di rispetto e non è per niente umile.

L’umiltà è una qualità vaiṣṇava. Kīrtanīyaḥ sada hariḥ: allora si può compiere hari-kīrtana [il canto dei santi nomi di Hari]. Se non puoi sviluppare tale atteggiamento, non sarai in grado di farlo. Non è una cosa artificiale; esso si svilupperà naturalmente. Questo si chiama hari-kīrtana. Altrimenti, non si  può assolutamente compiere hari-kīrtana. Che dire di prema-nāmasaṅkīrtana: il kīrtana fatto con amore. Non puoi assolutamente fare kīrtana. Un demone non può fare una cosa del genere perché è così orgoglioso e non è per niente umile. Quindi Kaviraja Goswami dice: ‘Io sono uno spudorato, nirlajja.’ È umile.”

— Da una conferenza sulla Sri Caitanya-caritāmṛta tenuta a Bhubaneswar il 9 novembre 1993 da Sua Santità Gaura Govinda Swami.

I primi anni

Il villaggio di Gadeigiri si trova nel Jagat Singhpur nel Distretto dell’Orissa centro-orientale. È un luogo tranquillo, come molti altri piccoli villaggi dell’India costituiti principalmente da capanne di fango con il tetto di paglia. I residenti fanno il loro bagno quotidiano in una pozza d’acqua, si prendono cura delle mucche e per cucinare utilizzano lo sterco di mucca nello stesso modo in cui avevano fatto i loro antenati per migliaia di anni. Le principali fonti di sostentamento sono la coltivazione del riso e la vendita di utensili di ottone. Davanti a quasi tutte le case si trova un piccolo altare per la sacra pianta di tulasī, ed è comune sentir cantare il mahā-mantra:

hare kṛṣṇa hare kṛṣṇa kṛṣṇa kṛṣṇa hare hare

hare rāma hare rāma rāma rāma hare hare

Gli abitanti di Gadeigiri sono molto devoti alla divinità del villaggio, Gopal. La lunga tradizione del villaggio vuole che i primi frutti e fiori che appaiono nei giardini devono essere prima offerti alla divinità di Gopal, e resta inteso che così facendo quegli alberi e arbusti daranno frutti e fiori in abbondanza.

Il sacro fiume Alaka è di grande importanza in quella zona. I commercianti dell’antica Kalinga, l’odierna Orissa, viaggiavano sull’Alaka per arrivare al fiume Mahanadi, e poi attraverso il Golfo del Bengala fino alle isole del sud-est asiatico, come Bali, Sumatra, Java e Borneo. Con quel commercio furono in grado di guadagnare una grande ricchezza e diffondere gradualmente la cultura dell’Orissa in quelle terre straniere. Ancora oggi ci sono delle persone che vivono a Bali che vengono chiamate “kling”, la forma contratta della parola “Kalinga”. Questo antico collegamento commerciale con Bali può essere ancora notato in vari toponimi della zona, come Balikuda e Balisahi, e nella celebrazione annuale del festival “Baliyātrā”, che significa “viaggiare a Bali”. Con la ricchezza guadagnata con questo redditizio commercio, i mercanti di Kalinga costruirono numerosi templi per le divinità in entrambi i lati del fiume Alaka. In seguito arrivarono anche dei devoti e dei sadhu. Il tempio di Sri Radha Gopal Jiu è uno di questi templi.

La fondazione di Gadeigiri

Il villaggio Gadeigiri prende il nome dal suo fondatore, Gadai Giri, che vi giunse dal distretto di Midnapur nel XVII secolo. Era un uomo d’affari che veniva regolarmente nella zona per vendere utensili e oggetti metallici di ottone. Ogni anno arrivava a Gadeigiri durante la stagione delle piogge, rimaneva quattro o cinque mesi, e poi tornava a Midnapur. Gadai Giri era una persona gentile e santa. Si alzava presto ogni mattina per compiere il kīrtana. Poi dopo aver preso del riso schiacciato usciva a vendere gli utensili di ottone. Quando arrivava la sera, passava la notte in qualche villaggio e si univa alla gente del luogo nella loro funzione quotidiana di cantare kīrtana e recitare lo Srīmad Bhagavatam. Ben presto divenne noto come un bravo cantante di kīrtana e ricevette frequenti inviti per partecipare a diversi feste di saṅkīrtan che si celebravano per il piacere delle varie divinità locali di Baladev Jiu, Brindaban Bihari Jiu‚ Radha Madan Mohan Jiu e Dadhi Baman Jiu. Lo zamindar locale, da feudatario, viveva ad Harispur, a sei chilometri dall’attuale Gadeigiri. Apprezzando le qualità sante di Gadai Giri, lo zamindar si offrì di dargli della terra. Poco dopo, Gadai Giri incontrò un nāgā-sannyāsī, un mendicante nudo, che era molto soddisfatto del comportamento gentile di Gadai Giri e del suo elevato carattere. Un giorno, Gadai Giri e il sannyāsī stavano camminando insieme nella foresta quando all’improvviso sentirono le dolci voci di diversi tipi uccelli e sentirono anche il suono di un flauto, di cavigliere, e quello di una conchiglia. Il nāgā-sādhu gli disse: “Krishna stesso è presente dove si sentono questi suoni di buon augurio. Ovunque Krishna sia presente, la sua consorte è presente, e anche Lakshmi, la dea della fortuna. Questo è un luogo sacro, un luogo glorioso. Dovresti costruire una casa qui per viverci e impegnarti pienamente al servizio del Signore. Qui, qualunque cosa tu desidererai ti sarà immediatamente soddisfatta.” Dopo aver spiegato tutto questo allo zamindar, Gadai Giri ricevette da lui un ampio pezzo di terra, compresa un’area per la coltivazione. Ripulì una piccola parte della giungla, nel luogo indicato dal nāgā-sādhu e costruì una casa e un piccolo tempio in cui installò una divinità di Dadhi Baman. Quando il Signore Jagannath è adorato senza suo fratello Baladeva e sua sorella Subhadra è conosciuto come Patita Pavana o Dadhi Baman. Gadai Giri lasciò il suo commercio di ottoni e si dedicò semplicemente al bhajana e al kīrtana. Molti sadhu e sannyasi erranti vennero a unirsi al kīrtana di Gadai Giri. A poco a poco altre persone vennero a vivere lì, e in quel luogo si sviluppò un villaggio chiamato Gadeigiri.

Gopal Giri

Gadai Giri aveva un solo figlio, che si chiamava Gopal Giri. Gopal Giri era stato dotato dalle stesse sante qualità di suo padre ed era molto devoto al Signore Jagannath. Ogni anno andava a Puri a partecipare al festival del Ratha-yātra. Era anche molto attratto dal saṅkīrtana ed era esperto in molti diversi stili di kīrtana.

Gopal Giri desiderava adorare una divinità di Gopal. Incapace di trovare una tale divinità, decise di andare a Puri, pensando che se avesse reso lì un servizio al Signore Jagannath, poi in qualche modo Gopal gli sarebbe arrivato. Arrivato a Puri, soggiornò in un area conosciuta come Kundei Benta Sahi, nei pressi della Grand Road. Dato che era molto erudito, ottenne facilmente un servizio nell’ufficio del re, dove divenne il cassiere del tempio del Signore Jagannath.

Gopal Giri faceva una vita regolata. Durante il suo soggiorno a Puri andava a trovare quotidianamente il Signore Jagannath. Quando era al tempio si sedeva sul bāiś pāhāca, i ventidue gradini all’interno del complesso che portano al principale luogo di darśan [il darshan è la visione del Signore, la visione della Divinità], e lì leggeva lo Srimad Bhagavatam. La sera prendeva il prasadam e poi tornava a casa. Ogni domenica andava al Satalahari Math, un tempio vicino all’oceano, dove si sedeva, leggeva lo Srimad Bhagavatam e cantava l’harinam. Gopal Giri era molto legato allo Srimad Bhagavatam. (continua)

Madhavananda Das

(tratto dalla rivista digitale Bindu)

Note

  1. Il distretto di Midnapur, che ora fa parte del Bengala occidentale, era parte dell’Orissa, con il quale mantiene stretti rapporti e collegamenti culturali.

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