I devoti si prendono cura della loro salute?

Da medico e devoto praticante, a volte nella mia comunità mi succede di visitare dei devoti ed è triste vedere come alcuni trascurano la loro salute per poi pagarne un prezzo molto alto.

Ci sono molte ragioni per le quali i devoti soffrono di problemi di salute. Alcuni di questi motivi sono inevitabili, come la vecchiaia, delle cause genetiche, delle situazioni impreviste come lesioni, incidenti, ecc.

Ma molte volte i devoti si ammalano di malattie che possono essere totalmente evitate. In linea di massima, questo accade a causa di:

1) Un’ alimentazione scorretta

2) Uno stile di vita squilibrato

3) Il trascurare la salute

 

1) Un’alimentazione scorretta

Ho conosciuto un devoto che ha servito nel tempio per 30 anni e che con grande soddisfazione si è molto affezionato al mahaprasada, per molti anni, giorno dopo giorno. Ha contratto il diabete che ha poi trascurato di curarsi. Così sono comparsi i primi sintomi di degenerazione fisica. Ma non ha smesso le sue abitudini alimentari, né ha adottato alcun trattamento medico. Un anno dopo, finalmente si è svegliato quando la malattia lo aveva reso incapace di muoversi in modo indipendente, il suo corpo era privo di ossigeno, aveva problemi respiratori e di disidratazione, e il suo cuore funzionava solo al 30% del normale, e poi ha saputo che questa era una situazione irreversibile.

Vedo anche devoti che la sera mangiano dei cibi pesanti come pakora, puri, panir ecc. Molti non capiscono che ci sono diversi tipi di corpo secondo vata, pitta e kapha. Oltre questo, lo stesso cibo può andare bene in una certa stagione ed essere dannoso in un’altra, e può essere salutare per una persona e dannoso per un’altra.

Molti non prestano nemmeno attenzione al fatto che bisognerebbe cenare prima del tramonto. Questo stile di vita non causa un problema immediato, ma a lungo termine, si.

2) Uno stile di vita squilibrato

Ci sono devoti che per controllare i sensi e praticare la rinuncia evitano i vestiti caldi in inverno ma poi si ammalano di influenza. Alcuni mangiano troppo poco o dormono troppo poco, o per anni si spingono oltre i loro limiti, e di conseguenza usurano il corpo a un ritmo accelerato (ci sono dei fulgidi esempi di devoti che lo fanno grazie all’incredibile energia spirituale che possiedono, e sono in grado di farlo fino all’ultimo respiro; il problema sta nei devoti che lo fanno su base fisica o mentale o emotiva piuttosto che a livello spirituale).

3) Il trascurare la salute

Molti devoti non conoscono il consiglio del saggio Chanakya: “Bisogna estinguere i debiti, il fuoco e le malattie il più presto possibile.”

Ho visto un devoto che ha continuato a portare delle calzature scomode per risparmiare un po’ di soldi, finché non ha avuto i calli che gli hanno causato dei dolori lancinanti. Alla fine è approdato in una clinica per rimuoverli, e alla fine ha speso cinquanta volte di più del costo delle scarpe, per poi soffrire per dei mesi di dolori insopportabili.

Tutte queste situazioni possono essere rettificate se si ha il desiderio di farlo. Ma le situazioni più difficili da trattare sono quelle di devoti che giustificano le loro azioni sulla base della filosofia della coscienza di Krishna e dicono che, “E’ il mio karma, il mahaprasad deve essere onorato in ogni momento, questo corpo è fatto per darci sofferenza, io non sono questo corpo…” e così via.

È vero che questo corpo è un sacco di urina, feci, bile e muco. E’ anche vero che questo corpo ci fa soffrire, e che noi non siamo questo corpo. Ma possiamo vedere le cose da un’altra prospettiva. Questo corpo è il veicolo che ci permette di dedicarci al servizio di devozione. Proprio come una macchina per funzionare bene ha bisogno di un’adeguata manutenzione, dobbiamo prenderci cura di questo corpo in modo adeguato.

Srila Prabhupada una volta prese un prasada molto piccante che era stato cucinato da sua sorella Pisima, nonostante avesse commentato che se lo avesse mangiato si sarebbe ammalato. E infatti i giorni seguenti si ammalò.

Ma a parte questo episodio isolato in cui voleva insegnare alcune lezioni importanti, Srila Prabhupada si prendeva molto cura della sua salute, sapeva che il suo corpo era lo strumento con il quale era impegnato per compiere la missione del suo maestro spirituale. Prabhupada faceva regolarmente massaggi e passeggiate mattutine. Andò perfino via da un paese per avere la luce del sole.  Nonostante gestisse un movimento mondiale era molto regolato nelle sue abitudini alimentari e nelle sue abitudini quotidiane.

Quindi i devoti devono decidere per loro stessi. Ci saranno sempre delle scuse, o anche delle vere ragioni per mettere la nostra salute all’ultimo posto, dietro molti altri importanti seva. Ma dobbiamo capire che il nostro corpo è lo strumento che stiamo usando per impegnarci nella sadhana bhakti.

Rupa Gaura Das (Dottor Rahul Gupta)

(da www.dandavat.com)

 

Seguono tre interessanti commenti all’articolo originale in lingua inglese pubblicati su http://www.dandavat.com:

 

Parasurama:

Uno dei doni di Srila Prabhupada:

Il cibo più salutare da sempre,

il banchetto dei poveri degno di un re:

 

Il Kichri

(riso bollito, dahl e verdure)

250 gr. di mung dahl

270 gr. di riso a chicco medio o lungo

1/2 cavolfiore, lavato e tagliato in piccole cimette

3 cucchiai di burro chiarificato o di olio

2 cucchiaini di semi di cumino

4 pomodori medi, lavati e tagliati in quarti

2 peperoncini verdi privati ​​dei semi e tritati

2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato

1 cucchiaino di cumino macinato

1/2 cucchiaino di assafetida

Circa 1 litro 700  ml. di acqua

2 cucchiaini di sale

1/2 cucchiaino di curcuma

4 patate di media grandezza, lavate, sbucciate e tagliate a cubetti

3 cucchiai di succo di limone

2 cucchiai di burro

1/2 cucchiaino di pepe nero

 

Lavate e scolate il dahl insieme al riso. Lavate e tagliate le verdure. Scaldate il burro chiarificato o l’olio e fate soffriggere a fuoco medio i semi di cumino, i peperoncini e lo zenzero.

Dopo circa un minuto, aggiungete il cumino macinato e l’assafetida. Dopo qualche secondo, unite le patate a dadini e le cimette di cavolfiore. Mescolate le verdure con un cucchiaio per 4-5 minuti fino a quando non diventano dorate.

Ora aggiungete il dahl e il riso e fateli saltare in padella per un minuto. Versate l’acqua. Aggiungete il sale, la curcuma e i pomodori e portare a ebollizione. Riducete il fuoco e cuocete con la pentola parzialmente coperta per 30-40 minuti fino a quando il dahl non è morbido e completamente cotto. All’inizio mescolate una o due volte per evitare che il riso si attacchi al fondo della pentola.

Alla fine aggiungete il succo di limone e il burro. Condite con il pepe nero e amalgamate delicatamente tutti gli ingredienti.

Vostro servitore Parasurama das

 

satya1:

Nanda Kumar, che per due anni è stato cuoco e servitore di Srila Prabhupada, racconta che un giorno lesse a Srila Prahupada dei molti pesticidi tossici che vengono utilizzati negli alimenti non biologici. Srila Prabhupada con enfasi gli disse di non dargli mai dei cibi trattati con i pesticidi. Non so se ci sono dei templi che utilizzano solo del cibo biologico. Alcuni prodotti hanno molti più pesticidi rispetto ad altri, ad esempio tra la frutta, le fragole e le mele sono quelle più contaminate da pesticidi…

 

Parasurama:

Un cibo sano e delizioso, che ci ha portato Srila Prabhupada per cambiare il mondo. Il banchetto di un povero degno di un re, il kichri!

La combinazione di riso e mung dahl fornisce tutti gli aminoacidi necessari per formare una proteina completa. Consumati da soli, a ciascuno di questi alimenti mancano uno o più degli aminoacidi essenziali che il nostro corpo non è in grado di produrre. Ma messi insieme, ecco la magia! Il contenuto proteico del kichri stabilizza i livelli di zucchero nel sangue in modo che durante i periodi di disintossicazione l’energia e la chiarezza mentale rimangono bilanciate.

Agni, o il fuoco della digestione (che in termini occidentali viene definito metabolismo), nell’Ayurveda è considerato il segreto per la salute. Avere un buon agni significa che siamo in grado di digerire, assimilare e assorbire i nutrienti dal nostro cibo. Un agni debole o squilibrato significa assorbire male il cibo e accumulare ama, le tossine.

Le spezie come lo zenzero, il cumino, il coriandolo, il finocchio e persino il sale favoriscono agni. Il kichri è composto da spezie che possono essere adattate alla vostra costituzione fisica, nutre e mette in equilibrio agni.

Ai tipi kapha fanno bene tutte le spezie; i tipi vata si adattano bene alla maggior parte delle spezie, ma dovrebbero evitare quelle molto piccanti, come il pepe di Caienna; e i tipi pitta possono trovare il loro equilibrio con delle spezie più rinfrescanti come il finocchio e il coriandolo.

Generalmente ai tipi vata non si consiglia di consumare regolarmente i legumi, ma il mung dahl decorticato è facile da digerire anche per chi ha una digestione debole. Il mung dahl ha una qualità astringente. Questa caratteristica compie un’azione naturale di eliminazione delle sostanze tossiche dal rivestimento intestinale. Questa azione di pulizia è molto più gentile rispetto a quella più brusca che si verifica con dei cibi crudi o freddi, in particolare le verdure crude.

Una volta che le tossine si scompongono, è essenziale che vengano adeguatamente eliminate dal corpo. Il mung dahl decorticato fornisce sufficiente fibra (oltre 15 grammi per porzione da 250 grammi) per rimuovere queste tossine dal corpo.

 

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