Il dono più prezioso – Imparare ad amare

Se vogliamo diventare coscienti di Dio dobbiamo seguire alcune regole e norme. E’ naturale che una persona debba nutrirsi, ma la proposta è di cibarsi dei resti del cibo offerto a Krishna. Questa è anche la filosofia della Bhagavad gita, in cui Krishna dice:

Patram pusman phalam toyam yo me bhaktya prayacchati

tad aham bhakti- upahritam ashnami prayatatatmanah

Se qualcuno Mi offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell’acqua, accetterò la sua offerta.

( B.g. 9.26)

Non è che Krishna sia affamato e stia mendicando del cibo da noi. Questa offerta ha lo scopo di creare uno scambio amorevole. Krishna desidera questo scambio: “Tu ami Me, Io amo te.” Se Dio, la Sua energia, crea e sostiene ogni cosa, perché Egli dovrebbe mendicare da noi una foglia, un frutto o un po’ d’acqua? Egli sarà molto compiaciuto, ad ogni modo, se noi Gli offriamo della frutta, una foglia e dell’acqua con amore, dicendo:

Krishna, io sono talmente povero che non posso offrirTi niente. Sono riuscito a procurarmi solo un frutto e una foglia. Accettali Ti prego.

Tale offerta renderebbe Krishna molto felice. Se Egli accetta ciò che Gli offriamo, la nostra vita avrà successo perché faremo veramente amicizia con Krishna. Frutta, fiori e acqua sono disponibili praticamente in ogni parte del mondo, e ogni uomo, ricco o povero che sia, può procurarseli e offrirli a Dio. Dunque dovremmo ricordarci che non è il fatto di essere vegetariani che conta, né il fatto che Dio ha bisogno di qualcosa. Siamo noi che dobbiamo imparare ad amare Krishna. L’amore comincia da questo scambio. Noi diamo qualcosa al nostro amato ed Egli dà qualcosa a noi e in questo modo si sviluppa l’amore. Ogni volta che viviamo una relazione di amore con un ragazzo o una ragazza, un uomo o una donna, noi diamo e riceviamo qualcosa. Così Krishna ci insegna a dare e a ricevere. Krishna ci esorta dicendo:

Cerca di amarMi. Impara ad amarMi. OffriMi qualcosa.

Potremmo rispondere: “Signore, io non ho niente da offrirTi.”

“Oh, non puoi procurarti della frutta, un fiore, una foglia o dell’acqua?”

“Oh sì, perché no?” Tutti possono procurarsi queste cose.

Questo è dunque il metodo della coscienza di Krishna che ci permette di stabilire un’amicizia con Krishna. Possiamo stabilire un qualsiasi numero di relazioni con Krishna. Possiamo diventare Suoi diretti servitori, e a uno stadio più elevato, il padre, la madre o l’amante di Krishna. Krishna è pronto a stabilire una relazione d’amore con tutti gli esseri viventi.

In realtà questa relazione esiste già perché Egli è il Padre Supremo e noi siamo Suoi frammenti infinitesimali. Poiché il figlio è parte del corpo del padre, la relazione tra loro non può essere interrotta; può essere dimenticata per un certo tempo, ma appena una persona riconosce il proprio padre o il proprio figlio, immediatamente si sviluppa l’affetto.

Allo stesso modo, noi abbiamo una relazione eterna con Krishna, ma al momento presente l’abbiamo dimenticata. Di conseguenza l’essere vivente pensa erroneamente di non avere alcuna relazione con Krishna. Poiché siamo Suoi frammenti la nostra relazione con Lui è eterna, deve soltanto essere risvegliata. Questo risveglio non è altro che il metodo della coscienza di Krishna.

Sua Divina Grazia A.C.Bhaktivedanta Swami (Srila Prabhupada)

(Tratto da Il dono più prezioso, capitolo 3, “Imparare ad amare”)

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