Prabhupada era la verità assoluta? era omofobo?

Domanda: Sono un occidentale di ampie vedute, e ho ricevuto una certa educazione e i commenti riguardo i gay mi bloccano.

Risposta 1: Prabhupada è cresciuto in un tempo e in una cultura diversi, e questo si può riflettere in alcune delle sue affermazioni su delle questioni mondane. In altre parole, gli insegnamenti di Prabhupada sulla natura dell’anima, su Dio ecc. sono basati direttamente sulle Scritture. Prabhupada ci ha continuamente insegnato che quando cita le Scritture le sue parole sono infallibili. Questo significa che le affermazioni di Prabhupada che non sono basate sulle Scritture non sono infallibili. Nell’ISKCON c’è una crescente consapevolezza riguardo il fatto di distinguere tra diverse categorie di affermazioni di Srila Prabhupada. Infatti, basandosi su riflessioni riguardo questo argomento, il corpo dei GBC ha formato un gruppo di studio ermeneutico che sta cercando di classificare razionalmente e in modo equilibrato le diverse affermazioni di Srila Prabhupada secondo dei principi filosofici, spirituali e scientifici. Prabhupada ci ha salvati e ci ha ama, perciò certamente merita la nostra devozione, nonostante vi siano alcune affermazioni che dobbiamo capire bene. È interessante notare che nonostante alcune affermazioni controverse sui gay, Prabhupada nella sua vita li trattava con la più grande dignità e rispetto, come testimoniano molti. Ti suggerisco di concentrarti sul bene infinito che Prabhupada sta mostrando e mettere da parte i pochi punti che ti turbano profondamente. Anche nel mondo materiale i figli provano un grande amore e molta gratitudine verso i loro amorevoli e dedicati genitori, e trascurano quelle aree in cui tra le diverse generazioni ci possono essere dei valori diversi.

Srila Prabhupada aveva il suo modo di essere, la sua personalità, era una persona, ed era forte e anche dolce e gentile, non faceva compromessi, a volte usava parole forti contro il modo di vivere materialista e a volte per rendere un concetto molto chiaro criticava i materialisti, gli pseudo spiritualisti e gli scienziati: “Se dicono così, li prenderò a calci in faccia con uno stivale!” Questo a volte era il suo modo di parlare, ma era il siddhanta, era la verità assoluta? Dovremmo ripetere le sue stesse parole per seguire rigorosamente Srila Prabhupada, e magari portare con noi un paio di stivali? Ma no! Che cosa dice una persona e come la dice fa parte del suo carattere, della sua natura, ma ovviamente non è qualcosa che dobbiamo prendere come una verità letterale. Recentemente ero presente a una lezione di Srimad Bhagavatam e chi parlava ha detto con enfasi che loro sono tutti sudra, loro non sono persone serie. Ma secondo me questo non è assolutamente un buon modo di presentare la coscienza di Krishna. E a dire il vero non è nemmeno la verità, vi posso giurare che ci sono milioni di loro, le persone a cui si riferiva l’oratore, che sono seri, intelligenti, onesti e gentili. Come possiamo attrarre gli altri se li offendiamo?

(…)guardare tutti con atteggiamento amichevole, empatia, sapendo che tutto ciò che le anime condizionate stanno cercando è la felicità. Manonatha Dasa (ACBSP)

isvara.org/archive/gay-pride-en-conciencia-de-krishna

Dobbiamo essere molto rispettosi verso le persone se vogliamo che gli altri ci ascoltino, se vogliamo veramente aiutarli, e a volte potremo rimanere sorpresi e diventare un po’ più umili nel constatare che quei loro che vivono là, fuori nel mondo, possono essere persino migliori di noi. Oppure ci piace sentirci così superiori, i migliori, e ci piace trattare gli altri con disprezzo? Ma questa non è coscienza di Krishna. La Bhagavad gita ci dice che dobbiamo essere gli amici benevoli di tutti gli esseri viventi, e le preghiere Sikshastaka ci dicono che dobbiamo essere sempre pronti a rispettare tutte le persone. Non dobbiamo fare compromessi con la verità, perché la verità ha forza e ci sosterrà, ma dovremmo cercare di presentare bene le cose e fare attenzione che il nostro parlare sia per il loro bene. Le persone non sono stupide e riescono a percepire se siamo arroganti o se siamo onesti e gentili. Srila Prabhupada si aspettava che i membri della ISKCON avessero dell’intelligenza pratica, del buon senso e un carattere ideale. Io sono io, io sono me stesso, non posso imitare Srila Prabhupada o chiunque altro, e non imiterò le sue parole che a volte erano forti, proprio come non posso imitare Gesù quando parlava aspramente del popolo ebreo, o quando disse a un uomo che voleva seguirlo ma che doveva prima seppellire suo padre appena defunto: “Lascia che i morti seppelliscano i morti” E ci sono anche altri episodi come questo. In effetti potremo dire anche noi queste cose, ma prima dobbiamo avere almeno un po’ della loro compassione, la loro gentilezza, lo stesso spirito di sacrificio, la loro stessa fede in Krishna. E come Srila Prabhupada, piangere quando qualcuno ci lascia, e pregare per loro, aiutare e prenderci cura dei devoti e di tutte le persone il più possibile e in ogni modo possibile. Questo è il modo in cui ci si aspetta che noi ci comportiamo. E correggere, e anche castigare qualcuno, ma solo quando è veramente necessario e non usare con leggerezza dei termini pesanti. Perché imitare solo quello che può farci sentire così grandi, così tanto migliori degli altri? Noi siamo solo degli amorevoli servitori delle persone. Propongo che qualcuno nella ISKCON faccia l’esperienza di imbarcarsi su una nave che parta da Calcutta, poi raggiunga Porto Said, attraversi tutto il Mediterraneo e poi tutto l’oceano Atlantico fino ad arrivare nel porto di Boston. E’ più di un mese di viaggio in alto mare e aspettatevi nebbia, tempeste, mal di mare e onde alte fino a cinquanta metri. Un punto importante è che Prabhupada a volte usava dire alcune parole pesanti, ma disse anche: “Io posso parlare così, ma voi non potete” E anche i tempi sono molto cambiati, quello che era normale e accettabile anche solo 50, 70 anni fa, ora è molto difficile da digerire per molte persone. Viviamo nel mondo della correttezza politica, con le sue virtù e i suoi difetti. Dobbiamo considerare questo e abbiamo il dovere e la responsabilità morale di dire la verità, ma in un modo che possa aiutare le persone, non scoraggiarle o renderle negative. Anch’io in un momento particolare posso scuotere la testa e dire come la penso degli indiani, dei cinesi, dei tedeschi o degli americani, ma devo dirlo in pubblico? Il problema è che verrò registrato, e qualcuno con grande entusiasmo mi farà apparire su tutti i social media e userà le mie parole e il mio volto a suo piacimento, per rivelare al mondo la verità su di me. Sarò alla sua mercé, perché secondo lui tutto quello che ho detto in quel momento particolare era il messaggio più importante che volevo consegnare al mondo, veniva dalla parte più vera di me, ed era la verità assoluta.

(domanda e risposte, per i contenuti ci siamo ispirati a questi testi 1 e 2)

Krishna e gay

galva108.org/positive-perspectives

ISKCON Governing Body Commission: “While Srila Prabhupada’s definition of illicit sex is clear [sex outside of marriage and/or for purposes other than procreation], it is also clear that some devotees have difficulty maintaining this initiation vow. The GBC recognizes this, and suggests that rather than trying to adjust Srila Prabhupada’s definition we should go on with devotional service and humbly and sincerely keep endeavoring to reach the proper standard. In this regard, Srila Prabhupada writes, ‘In the beginning of Krishna consciousness, one may not fully discharge the injunctions of the Lord, but because one is not resentful of this principle and works sincerely without consideration of defeat and hopelessness, he will surely be promoted to the stage of pure Krishna consciousness.’ (BG 3.31, purport)” (GBC Resolution 303, February, 2001)

Hridayananda das Goswami: “A truly spiritual society must constantly seek a balance between the strict codes of varnasrama, and the practical needs of sincere devotees. There can be no doubt that a significant number of souls, whose external sexual orientation is homosexual, sincerely strive to be Krishna conscious. It is entirely natural and predictable that a majority of these devotees, as with most heterosexual devotees, will not be suited for lifelong celibacy. My view of this issue is as follows:

1) As a general rule, we should appreciate devotees in terms of the sincerity and diligence of their spiritual attempts, given the psychophysical circumstances of their life. In other words, in any condition of life, if a devotee sincerely strives to please Krishna, that devotee is to be admired;
2) It is the duty of any society to recognize, and thus encourage, the admirable behavior of its members. Monogamy, among devotees of any orientation, is an admirable achievement in the context of today’s promiscuous society, and should be thus appreciated and encouraged;
3) Given the need to balance strict varnasrama with liberal spirituality, I believe that ISKCON should recognize and encourage monogamy among all its members of whatever orientation, and that such recognition and encouragement should take appropriate forms that achieve both purposes: the maintenance of and the encouraging of spiritual sincerity,
4) I am not convinced that marriage is the best means in all cases, but some serious, formal and public recognition and appreciation of gay monogamy is, in my view, in the best interest of ISKCON and its members.”
(Open letter, December 11, 2004)

Srila Prabhupada: (After asking a disciple what “eunuchs” were called in the West and not getting a satisfactory answer.) “I do not know exactly, but such people, they have their own society, and their means of livelihood is that whenever there is some good occasion…marriage or childbirth, like that, so, they go there and pray to God that this child may be very long-living. In this way they make some prayer… They are dancing. Yes. They are chanting Hare Krsna.” (Tape No. 67—002, April 5, 1967)

Srila Prabhupada: “In all communities in human society—including the brahmanas, ksatriyas, vaisyas, sudras, candalas, etc.—and in the animal kingdom—including the cows, dogs, goats, etc.—everyone has his part to play. Each is to work in cooperation for the total benefit of all society, which includes not only animate objects but also inanimate objects like hills and land…. Another hint we get from this statement is that the candalas, or the untouchables, are also not to be neglected by the higher classes and should be given necessary protection. Everyone is important, but some are directly responsible for the advancement of human society, and some are only indirectly responsible. However, when Krsna consciousness is there, then everyone’s total benefit is taken care of.” (Krsna book, pp. 245-246)

Srila Prabhupada: “It is said that by modern medical treatment, a male can be transformed into a female, and a female into a male. The body, however, has no connection with the soul. The body can be changed, either in this life or the next. Therefore, one who has knowledge of the soul and how the soul transmigrates from one body to another does not pay attention to the body, which is nothing but a covering dress. Panditah sama-darsinah. Such a person sees the soul, which is part and parcel of the Supreme Lord. Therefore he is a sama-darsi, a learned person.” (Srimad Bhagavatam 9.1.33, purport)

Srila Prabhupada: (To an aspiring disciple considering a transsexual operation.) “First of all, you decide whether you are male or female, then be one or the other. Then, you may enter our temple anytime you like. But sometimes man, sometimes woman, that is not proper. Such awkward things cannot be allowed. It will be disturbing to others. Anyway, continue to chant Hare Krsna as much as possible.” (Letter, June 10, 1975)

Srila Prabhupada: “This is the sum and substance of Lord Caitanya’s sankirtana movement. There is no distinction made between those who are fit and those who are not fit to hear or take part in the sankirtana movement. It should therefore be preached without discrimination. The only purpose of the preachers of the sankirtana movement must be to go on preaching without restriction. That is the way in which Sri Caitanya Mahaprabhu introduced this sankirtana movement to the world.” (Sri Caitanya-caritamrta 1.9.29, purport)

Srila Prabhupada: “Conservative we are not. Caitanya Mahaprabhu was so strict that He would not even look on a woman, but we are accepting everyone into this movement, regardless of sex, caste, position, or whatever. Everyone is invited to come chant Hare Krsna. This is Caitanya Mahaprabhu’s munificence, His liberality. No we are not conservative.” (Srila Prabhupada-Lilamrta, 3.1)

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